Bce, Christine Lagarde: Ecco il perché del taglio dei tassi

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In foto Christine Lagarde

“A settembre 2023 l’inflazione era diminuita al 5,2%, circa la metà del picco raggiunto l’anno prima. Anche il pericolo che le persone avessero aspettative di inflazione elevata era stato perlopiù superato. Questo ci ha consentito di inaugurare la fase successiva della nostra politica monetaria: la ‘fase di mantenimento’, in cui abbiamo tenuto costanti i tassi. Oggi invece riscontriamo progressi su molti fronti. L’inflazione si è ancora dimezzata, portandosi al 2,6%, e al momento è ben instradata per raggiungere il 2% nella seconda parte del prossimo anno”. Lo afferma la presidente della Bce, Christine Lagarde, in un articolo pubblicato sul blog dell’istituzione e su vari quotidiani europei, in cui spiega i motivi alla base del taglio dei tassi deciso giovedì, che era previsto ma, fatto non scontato, avvenuto contestualmente a una ritocco al rialzo delle previsioni di inflazione. “Per i cittadini diminuirà il costo del denaro e per le imprese sarà più conveniente indebitarsi a fini di investimento. La nostra decisione segna anche un momento importante nella lotta all’inflazione. Riducendo i tassi – prosegue – abbiamo quindi deciso di moderare il grado di restrizione della politica monetaria”. “Ma la strada è ancora lunga per eliminare l’inflazione dall’economia. E non sarà una strada del tutto facile da percorrere. Occorrono un atteggiamento vigile, impegno e perseveranza. I tassi di interesse dovranno quindi restare restrittivi finché sarà necessario – avverte Lagarde – per assicurare la stabilità dei prezzi su base duratura”.

Lagarde usa una analogia. “Se si pensa a un’automobile, è un po’ come quando il conducente spinge sul pedale del freno”. Inizialmente, tra 2022 e 2023 a fronte dell’inflazione galoppante “abbiamo innalzato i tassi a un ritmo senza precedenti, di 4,5 punti percentuali in poco più di un anno. Siamo intervenuti con forza perché l’inflazione era aumentata decisamente troppo”. Ora invece “per un po’ dovremo ancora tenere il piede sul pedale del freno – spiega – pur non spingendo forte come prima”. “Le nostre future decisioni di politica monetaria dipenderanno da tre cose: se continueremo a riscontrare un tempestivo ritorno dell’inflazione all’obiettivo, se assisteremo a un allentamento delle pressioni complessive sui prezzi nell’economia e se riterremo ancora altrettanto efficace la nostra politica monetaria nel contenere l’inflazione. Tali fattori determineranno quando potremo sollevare ulteriormente il piede dal freno”. “Abbiamo compiuto progressi importanti, ma la lotta all’inflazione non si è ancora conclusa. In quanto custodi dell’euro – conclude la presidente della Bce – ci impegniamo ad assicurare un’inflazione bassa e stabile a beneficio di tutti i cittadini europei”.