Camera, primo via libera all’home restaurant

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Ieri, 17 gennaio, l’aula della Camera ha approvato, con 326 voti favorevoli e 23 contrari il testo di legge sulla disciplina dell’attività di ristorazione in abitazione privata, il cosiddetto “Home restaurant”. Il provvedimento passa ora al Senato per la seconda lettura. 

Cos’è la home restaurant?

Come dice l’espressione stessa, Home restaurant è una casa che si apre e diventa ristorante, accogliendo clienti paganti a pranzo e a cena, anche solo occasionalmente.

E’ una tendenza nata dieci anni fa a New York con i cosiddetti “Guerrilla restaurant”, poi estesasi nel Regno Unito. Grazie ai Social, da questi si sono sviluppati le “case particular” a Cuba, i “Supper club” ancora a New York e gli “Home restaurant” veri e propri. In Italia, il trend si è sviluppato grazie al progetto HomeRestaurant.com di Giambattista Scivoletto.

La proposta di legge approvata alla Camera

Il ddl AC/3258 prescrive l’utilizzo di piattaforme digitali per gestire, tracciare e conservare le prenotazioni. Perfino le transazioni di denaro potranno essere operate soltanto attraverso sistemi di pagamento elettronico. Dato il carattere saltuario del servizio, ogni Home Restaurant non potrà servire più di 500 coperti l’anno. 

Oltre a ciò, sia la casa che colui che prestasse servizio di cuoco dovranno essere assicurati contro i rischi derivanti da questo tipo di attività, l’abitazione dovrà rispettare le norme di igiene e quelle del protocollo HACCP sugli alimenti. I fruitori del servizio dovranno avere il consenso degli “utenti operatori cuochi”.

Le reazioni

Malgrado rappresenti il primo riconoscimento legale del fenomeno, il ddl suscita perplessità proprio nei suoi principali fautori, che fanno leva sulle molte norme a cui l’attività viene vincolata. «Nel testo si leggono esclusivamente limitazioni, divieti, vincoli, restrizioni rispetto a un modo con il quale alcuni italiani tentano di darsi da fare per migliorare la propria condizione, nello stesso tempo contribuendo a muovere un’economia asfittica come la nostra», è il commento di Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia.

Critico anche Scivoletto che commenta: «Senza considerare la barriera che questi obblighi pongono fra l’attività di Hr e tutte quelle persone che non hanno un altissimo grado di alfabetizzazione digitale. Tale obbligo da solo, secondo un nostro sondaggio effettuato sul gruppo composto da aspiranti home restaurant, impedirà l’85% delle probabili aperture».

Esprime soddisfazione invece Marcello Fiore, Dg degli esercenti Fipe: «Siamo ampiamente favorevoli all’impegno da parte delle istituzioni a far rispettare le norme a garanzia della salute pubblica, dei diritti dei lavoratori e della trasparenza, mettendo fine, inoltre, ad un’evasione fiscale e contributiva pressoché totale».