Epatite, esperto Spallanzani: Alcuni bimbi avviati a trapianto. Niente allarmismi ma occhio ai sintomi. Ecco quali

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in foto il direttore dell'Unità Operativa Complessa malattie infettive-epatologia dell'ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, Gianpiero D'Offizi (Imagoeconomica)

“Non ritengo che il Covid né tantomeno i vaccini, possano essere correlati alle epatiti di origine sconosciuta che si stanno verificando tra i bambini. Piuttosto, dai dati evidenziati finora negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, è ipotizzabile che la causa possa essere un adenovirus, cioè un virus a carattere respiratorio che può avere un tropismo a livello epatico“. A dirlo all’Agi è il direttore dell’Unità Operativa Complessa malattie infettive-epatologia dell’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, Gianpiero D’Offizi. Di certo, siamo di fronte a un fenomeno recente “che va valutato senza allarmismi ma con grande attenzione, perché in alcuni bambini si è verificato un completo mancato funzionamento del fegato ed è stato necessario avviarli al trapianto, che è una misura purtroppo estrema”. Che cosa si sente di dire ai genitori di bimbi piccoli in questo momento? “La numerosità dei casi di epatite è estremamente bassa, per fortuna, quindi niente panico. Va fatta una sorveglianza attiva: se il bambino ha nausea, vomito, malessere e se i valori delle transaminasi sono da 5 a 10 volte superiori alla norma, bisogna rivolgersi al medico e ospedalizzare il piccolo paziente, che va preso in seria considerazione e monitorato”. E poi “va valutato se esista un link tra i bambini che si sono infettati”.