Leggi, regolamenti ed esegeti

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I decisori politici e i loro legislatori producono leggi e gli alti burocrati scrivono complicati regolamenti di attuazione di cui gli ordini professionali sono i glossatori – studiosi che, per i loro clienti ai quali sono rivolte le leggi approvate, interpretano e commentano i provvedimenti, e suggeriscono loro come comportarsi. Sono anni che stiamo riempiendo il serbatoio delle misure governative. E sono anni che il Bazar delle Follie è sempre più affollato di botteghe professionali aperte da notai, avvocati, ingegneri, architetti, per non elencare l’intera lunga linea grigia delle tante gilde con i loro intermediari, tra la legge e chi ne è soggetto, coinvolti in un business di così vasta portata. Uno spaccato di quest’universo è il coacervo di misure governative, sempre più numerose e sempre più elaborate, già abbattutosi sull’imprenditorialismo della società della conoscenza che, al contrario, per affermarsi necessiterebbe di spazi liberi dall’ingerenza di una pesante mano pubblica. Pochi sono i politici che in questi anni di grande trasformazione hanno compreso il messaggio della nuova imprenditorialità. Tra i pochi, un messaggio forte è stato lanciato da Mary McAleese negli anni (dal 1997 al 2011) della sua presidenza della Repubblica d’Irlanda. “Oggi – ha scritto la presidente – una generazione colta e sicura di sé può vedere la potenza del proprio genio al lavoro nel proprio territorio, giacché la cultura imprenditoriale sta trasformando le fortune dell’Irlanda, con la creazione di un futuro migliore per i nostri figli e con una storia di successo economico di proporzioni notevoli“. L’imprenditorialità emergente è un sistema integrato, con molteplici e sovrapposte dimensioni d’imprenditorialità. Si trovano diverse specie imprenditoriali che convergono e vengono anche mescolate insieme. Le invenzioni hanno il loro sbocco nell’imprenditorialità tecnologica. L’imprenditoria sociale prende possesso della terra di nessuno tra l’economia e la società. La mobilità internazionale dei talenti è la fonte dell’imprenditorialità geografica di start-up a livello mondiale che muovono prodotti e servizi da e verso una varietà di luoghi sulla terra. Comunità di condivisione sono alla base di nuove imprese come quelle delle strade sociali. Progetti per le città “intelligenti”, basate sulla conoscenza, “digitali”, “cablate”, “ubique” e le loro realizzazioni promuovono l’imprenditorialità civica che trasforma processi e procedure dei governi locali. Che cosa vuol dire tenere strette al laccio della mano pubblica tutte queste novità imprenditoriali? Semplicemente che è il retaggio del passato a guidare l’azione dei decisori politici.