Maxi giacimento di gas in Egitto, Eni vola in borsa

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A Piazza Affari i titoli Eni fanno un balzo del 4%. La controllata Saipem guadagna l’1% circa. Il colosso energetico Eni ha scoperto il maggiore giacimento di gas di tutto il Mediterraneo. La scoperta avvenuta al largo delle coste egiziane rappresenta una svolta importante non solo per l’Egitto, ma anche per l’Italia. Il paese, come ha spiegato l’AD Claudio Descalzi, potrà infatti “importare una parte di quel gas che l’Egitto non userà“. Anche perché la quantità di gas è tale da poter soddisfare il fabbisogno del paese nordafricano “per decenni“, in seguito al suo pieno sviluppo. “Il giacimento – spiega il gruppo italiano in una nota – può avere un potenziale fino a 850 miliardi di metri cubi di gas in posto e rappresentare quindi una delle maggiori scoperte di gas a livello mondiale, situata in un permesso detenuto da Eni al 100%“.

Borse asiatiche

Prima seduta della settimana in rosso per la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei ha terminato le contrattazioni in flessione dell’1,28% a 18.890,48 punti base. La produzione industriale ha mostrato a luglio un calo dello 0,6% rispetto al mese precedente, quando era salita dell’1,1%. Su base annuale si è registrato un aumento dello 0,2%. Si tratta della stima preliminare. Il dato è inferiore alle attese degli analisti che avevano stimato un aumento mensile dello 0,1% e annuale dello 0,8%.

Borsa Usa

La settimana si è chiusa con la maggiore contrazione da due mesi a questa parte. Nel reddito fisso, la seduta di venerdì era iniziata in rialzo per i Treasury, che hanno poi finito in calo a causa delle parole di Fischer. Il decennale ha ceduto 5/32 con rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – al 2,188% dal 2,168% di giovedì e contro il 2,052% del venerdì precedente. La settimana era partita con una discesa del rendimento sotto il 2% per la prima volta dallo scorso aprile. Il trentennale è sceso di 6/32 al 2,911%. Il titolo a due anni ha perso 2/32 allo 0,727%, vicino ai massimi del 2015 sulla scia della prospettiva di un possibile aumento dei tassi di interesse da parte della Fed. Il titolo a 5 anni ha aggiunto 6/32 all’1,523%. La possibilità di una stretta monetaria ha spinto al rialzo il dollaro. Il biglietto verde ha aggiunto lo 0,5% contro l’euro, arrivato a comprare 1,1190 dollari (livelli del 20 agosto scorso); ha guadagnato lo 0,4% a 121,46 yen, contro cui aveva perso fino al 3% nel corso della settimana scorsa.

Europa

Dopo tre sedute in cui le borse europee hanno rimbalzato copiosamente, presa di beneficio nella giornata odierna e sostanziale bassa volatilità sui mercati, perlopiù in leggera perdita. Maglia nera fra i listini per il Dax che cede lo 0,44% chiudendo a quota 10268,910 punti, mentre il Cac40 sale dello 0,36% chiudendo a quota 4675,130 punti. Leggermente in rialzo anche Londra che guadagna lo 0,5358% a 6225,21 punti e Madrid che chiude a 10352,9 punti (+0,61%).

Italia

Nonostante il rally delle piazze asiatiche, il listino milanese venerdì scorso ha chiuso l’ottava con il segno meno (il Ftse Mib ha chiuso l’ultima seduta della settimana con un rosso dello 0,93% a 21.993,74 punti). Intanto, a Piazza Affari spicca il tonfo del titolo Salvatore Ferragamo (-5,64% a 24,58 euro) all’indomani dei conti semestrali. Nonostante risultati giudicati sostanzialmente in linea con le stime, infatti, il titolo della maison ha pagato pegno all’andamento del secondo trimestre, valutato leggermente deludente, e alla guidance sul fatturato. Deboli i bancari: lettera sul Banco Popolare (-2,15% a 15,49 euro), su Intesa Sanpaolo (-1,99% a 3,24 euro), Unicredit (-0,93% a 5,84 euro), Bpm (-1,3% a 0,95 euro) e Mediobanca (-1,04% a 9,02 euro). In controtendenza Mps (+0,37% a 1,88 euro). Dalle comunicazioni Consob emerge che Ubs Group detiene il 2,259% del capitale dell’istituto senese mentre Norges Bank possiede il 2,001%. Sotto la parità anche Exor (-0,93% a 41,38 euro) nel giorno dei conti. La holding ha chiuso il primo semestre 2015 con un utile consolidato di 219,3 milioni, quasi quattro volte i 57,4 milioni del primo semestre 2014. La variazione positiva deriva principalmente, riporta la nota della società, “dalle maggiori plusvalenze realizzate nel semestre su cessioni di partecipazioni”. In luce Saipem (+4,16% a 8,38 euro) in scia dell’aggiudicazione di due nuovi contratti in Kuwait per un valore complessivo di 1,3 miliardi. Denaro anche su Eni (+0,49% a 14,41 euro) e Tenaris (+2,47% a 11,61 euro), su cui il Credit Suisse ha alzato la raccomandazione da “underperform” a “neutral”.


I dati macro attesi oggi

Lunedì 31 agosto 2015

Festa Gran Bretagna – Summer Bank Holiday

11:00 EUR IPC (Annuale)

11:00 EUR IPC italiano (Mensile)

11:00 EUR Indice principali prezzi al consumo (Annuale)

14:30 CAD Partite correnti

15:45 USD Indice dei direttori agli acquisti di Chicago