Mercati incerti nel Bce Day

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A cura di Antonio Arricale Avvio ingessato per Piazza Affari e le altre principali Borse europee nel giorno dell’atteso meeting della Banca Centrale Europea. Orologi sincronizzati alle 14.30 ora di Francoforte: nella A cura di Antonio Arricale Avvio ingessato per Piazza Affari e le altre principali Borse europee nel giorno dell’atteso meeting della Banca Centrale Europea. Orologi sincronizzati alle 14.30 ora di Francoforte: nella celebre Eurotower si terrà la conferenza stampa del governatore Mario Draghi durante la quale verranno comunicate le nuove previsioni economiche della zona euro e potrebbero essere annunciate nuove misure per stimolare l’economia della zone euro e allontanare lo spettro della deflazione. I mercati sperano da tempo che l’Eurotower annunci l’avvio del quantitative easing, ossia dell’acquisto di titoli di Stato dell’Eurozona per combattere la deflazione e risollevare l’anemica economia dell’Area. Quella di oggi, peraltro, è l’ultima l’ultima riunione del 2014 della Banca centrale europea (Bce). Da gennaio, infatti, i meeting saranno settimanali. Come si sa, infatti, ora l’appuntamento è mensile, sicché con il nuovo anno (la prima riunione è fissata per giovedì 22 gennaio) saranno emulati stile E comunicazione dell’americana Federal Reserve e della britannica Bank of England e, dunque, verranno anche pubblicati i verbali delle riunioni. In ogni caso, l’attesa dell’incontro odierno è vissuta contrastata dai mercati. Secondo la maggior parte degli analisti le aspettative degli investitori potrebbero essere deluse in quanto il presidente Mario Draghi vuole prima quantificare l’impatto delle attuale misure di stimolo, ossia l’acquisto di ABS e di Covered Bond e della politica di tassi ai minimi storici. Sta di fatto che di fronte ai recenti dati macroeconomici, tra cui quello sull’inflazione oramai vicina allo zero e ai deludenti indici Pmi di ieri, è aumentato ulteriormente il pressing sulla Bce. I mercati sono pronti ad analizzare ogni singola parola “dovish” che uscirà dalla bocca di Draghi. D’altronde le ultime dichiarazioni del banchiere “a Francoforte due settimane fa ed a Helsinki qualche giorno fa, sono state decise nei toni e risolute nei contenuti – ricorda Davide Marone, market analyst DailyFX – egli è stato infatti molto esplicito nel dichiarare che la Bce farà tutto il necessario per un aumento dell’inflazione e delle (più importanti) aspettative su di essa e che, se la direzione attuale delle misure finora intraprese non dovesse mostrarsi efficace e il quadro economico si deteriorasse ulteriormente, allora l’istituto centrale procederà ad un maggiore impatto dei canali di intervento in termini di entità, ritmo e composizione degli acquisti. Per farla breve ciò vuol dire un QE, un acquisto diretto cioè di bond governativi”. Non dimentichiamo che finora l’acquisto di Abs e covered bond “è ad uno stadio primordiale e che la prima ondata di Tltro è stata a dir poco deludente in termine di richieste da parte delle banche – aggiunge Marone – rendendo ad ora l’obiettivo dell’espansione del bilancio BCE a 3 mila miliardi un obiettivo a distanza siderale”. Invece secondo Vincenzo Longo market strategist di IG, “le pessime figure tedesche rilasciate questa settimana potrebbero smussare i toni di qualche falco all’interno del board della Bce, concedendo a Draghi la maggioranza necessaria per poter attuare nuove misure espansive”. Dunque, per Longo la probabilità di un annuncio di QE nel meeting odierno è di poco superiore al 50%”. Borse asiatiche La Borsa di Tokyo ha chiuso ancora una volta in territorio positivo grazie all’indebolimento dello yen sul dollaro e alle aspettative su nuove mosse da parte della Bce. L’indice Nikkei ha così guadagnato lo 0,94% a 17.887,21 punti, raggiungendo i nuovi massimi da sette anni e messo a questa parte. Bene anche il Topix che ha mostrato un rialzo dello 0,76% a 1.440,60 punti. Borsa Usa Ancora una seduta di rialzi per Wall Street dopo la pubblicazione del Beige Book, che ha evidenziato un’economia statunitense che continua ad espandersi, e alla vigilia della riunione della Bce. L’indice Dow Jones tocca nuovi record mettendo a segno un progresso dello 0,19% a 17.912,62 punti. Positivi anche l’S&P500 che ha guadagnato lo 0,38% a 2.074,33 punti e il Nasdaq salito dello 0,39% a 4.774,47 punti. Europa Giornata positiva per le borse europee che hanno chiuso in rialzo, ad eccezione della piazza finanziaria di Londra, alla vigilia dell’attesissima riunione della Bce e la consueta conferenza stampa del governatore, Mario Draghi. E dopo l’Eurotower, domani l’attenzione sarà rivolta ai dati sul mercato del lavoro statunitense di novembre. Un assaggio è arrivato ieri: il sondaggio Adp ha mostrato in novembre la creazione di 208 mila nuovi posti di lavoro nel settore privato (le attese erano pari a 222 mila). A Francoforte il Dax ha guadagnato lo 0,38% a 9.971,79 punti, il parigino Cac40 è salito dello 0,08% a 4.391,86 punti mentre a Madrid l’Ibex è avanzato dell’1,18% a 10.875,90 punti. In rosso il Ftse 100 che a Londra ha perso lo 0,385 a 6.716,63 punti. Italia Piazza Affari ha chiuso in rialzo alla vigilia della riunione della Bce. Nell’attesa l’euro ha toccato i minimi da 27 mesi nei confronti del dollaro poco sopra quota 1,23, mentre lo spread è sceso sotto 125 punti base con il rendimento del Btp decennale che è scivolato sotto il 2%. L’indice Ftse Mib, dopo una salita sopra 20.000 punti, ha chiuso con un rialzo dello 0,99% a 19.978 punti. FCA (+4,19% a 10,94 euro) è volata sui massimi del 2014. Dallo sbarco a Piazza Affari (13 ottobre) il titolo del gruppo automobilistico ha messo a segno un balzo di oltre 50 punti percentuali toccando ieri un massimo a 10,98 euro. Livelli che il vecchio titolo Fiat aveva toccato nel lontano 2001. Ben comprata anche Telecom Italia (+3,03% a 0,918 euro) dopo le parole dell’Ad Marco Patuano sul Brasile. Positivi i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato il 2,61% a 11 euro, Popolare di Milano il 2,69% a 0,591 euro, Intesa SanPaolo l’1,41% a 2,44 euro, Ubi Banca l’1,38% a 6,215 euro, Unicredit lo 0,17% a 5,88 euro. Saipem ha perso lo 0,19% a 10,01 euro dopo il tonfo del giorno prima causato dallo stop della Russia al progetto South Stream. Eni (+0,57% a 15,87 euro) ha snobbato la bocciatura arrivata da Barclays. Tonica A2A (+2,14% a 0,835 euro) che aveva già pagato l’avvio della vendita sul mercato da parte degli azionisti di riferimento, i Comuni di Milano e Brescia.


I dati macro attesi oggi Giovedì 4 dicembre 2014 13:00 GBP BOE QE Totale (Dic) 13:00 GBP Annuncio del tasso d’interesse (Dic) 13:45 EUR Annuncio del tasso d’interesse (Dic) 14:30 USD Richieste di disoccupazione continua 14:30 USD Richieste sussidi disoccup. 14:30 EUR Conferenza Stampa BCE