Metropoli da rigenerare, lezioni salernitane

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Un meeting point animato da architetti e progettisti dei migliori Lab europei fa scalo a Salerno per “Gate. Genius Loci” in programma dal 5 al 15 novembre con 25 incontri, due contest internazionali e due mostre itineranti. Tra i protagonisti Un meeting point animato da architetti e progettisti dei migliori Lab europei fa scalo a Salerno per “Gate. Genius Loci” in programma dal 5 al 15 novembre con 25 incontri, due contest internazionali e due mostre itineranti. Tra i protagonisti Benedetta Tagliabue, Simone Sfriso, Rodolfo Tisnado e i progettisti del Gruppo 124 di Renzo Piano Reinventare e riutilizzare spazi comuni. C’è questo alla base del concetto di rigenerazione urbana, tendenza sempre più affermata nel panorama mondiale della progettazione, idea che sarà anche il paradigma di riferimento per gli esponenti dei più importanti Lab europei di progettazione chiamati a confrontarsi al “Gate. Genius Loci, Architettura, Territorio, Economia”, Festival internazionale di Architettura in programma a Salerno dal 5 al 15 novembre e poi, in chiusura, a Ravello il 6 e 7 dicembre. In un contesto stagnante, Salerno può senz’altro essere considerata un esempio virtuoso nel Mezzogiorno di trasformazione urbana. Non a caso negli ultimi anni la città ha risalito le classifiche degli indicatori di vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, come si evince dall’ultimo rapporto di Legambiente Ecosistema Urbano 2014. Una scalata resa pissibile anche grazie a una serie di interventi “firmati” da Zaha Hadid a David Chipperfield a Santiago Calatrava ai quali ha affidato il restyling della città come porta del Sud per il Mezzogiorno e per la Costiera amalfitana. Attraverso “Gate”, promosso dai comuni di Salerno e di Ravello in collaborazione con le associazioni “Effetti Collaterali” e “NewItalianBlood”, la città si propone di diventare l’officina da cui si genereranno idee per dare nuova vita a luoghi e aree inespresse del territorio. Base degli eventi sarà la chiesa dell’Addolorata nel complesso di Santa Sofia. Si partirà mercoledì 5 con Simone Sfrisodi Tamassociati, studio di architettura specializzato sul “low cost” che di recente ha progettato l’ospedale di Emergency in Sudan. E poi a seguire appuntamenti con Benedetta Tagliabue dello studio Embt di Barcellona, autrice del progetto della nuova stazione metropolitana e ferroviaria del Centro direzionale di Napoli; Rodolfo Tisnado di Architecture – Studio di Parigi, autore tra le molte opere anche del Parlamento europeo a Strasburgo; Massimo Alvisi, Alvisikirimoto – Roma; Maurizio Milan, Buro Milan – Milano; Mario Cucinella, Mca architects – Bologna e Maria Giuseppina Grasso Cannizzo. Tra i partecipanti, anche il team del Gruppo 124 di Renzo Piano. Ma al festival partecipano anche i rappresentanti della società civile, attraverso l’ associazione Libera di Salerno e il consorzio Agrorinasce. In programma anche due contest internazionali: “Parco del Colle Bellaria e Antenna/Landmark” che ha per obiettivo la riqualificazione dell’area di verde urbano deturpata dalla presenza di numerose antenne per le telecomunicazioni, ormai obsolete e inquinanti dal punto di vista elettromagnetico. Si punta alla costruzione di una nuova antenna a basso impatto ambientale ma di alto impatto visivo, che diventerà uno dei simboli identificativi della città. L’altro concorso, “Ombre d’Artista”, prevede l’ideazione di strutture temporanee adatte a creare in giro per la città delle zone ombreggiate con una connotazione estetico/decorativa in grado di migliorare la fruizione dei luoghi da parte dei cittadini e nello stesso tempo di attrarre la curiosità dei visitatori. Due, infine, le mostre itineranti: “Patrimonio Cilento” declina il tema del conflitto possibile tra cultura locale e modelli di intervento non coerenti. La seconda, invece, “Extreme Wood. Legno Estremo-Italia”, esplora le possibilità offerte dall’utilizzo del legno per un’urbanizzazione sostenibile.