Napoli, presidente della IV Municipalità: riaprire le case chiuse a scapito dei clan

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Per sconfiggere il fenomeno della prostituzione al centro storico occorre regolarizzare le case di appuntamento. Nel caso specifico dei bassi, dove ieri è avvenuto il blitz della polizia municipale, occorre negare il certificato di abitabilità, perché in quei terranei si vive in condizioni disumane. Il tutto inserito in un nuovo piano regolatore al centro storico“. Lo dice in una nota Armando Coppola, presidente della Quarta Municipalità, in merito al sequestro di 20 bassi abusivi dove si praticava la prostituzione, sequestrati giovedì dai vigili urbani in vico Santa Caterina a Formiello, a pochi passi da Porta Capuana. “Le donne denunciate, di nazionalità domenicana, nigeriana e spagnola – insiste Coppola – sono state trovate in possesso di grossi quantitativi di profilattici. In quella zona infatti i residenti sopportano da anni la presenza delle lucciole straniere e il conseguente via vai di clienti, anche in pieno giorno e in presenza di minori che giocano per strada. Ecco perché bisogna intervenire con una seria operazione di “pulizia” e riaprire – regolarizzandole – le vecchie case chiuse, come avviene in tutte le altre città europee. Il fenomeno della prostituzione al centro storico va a rimpinguare, insieme ad altri traffici illeciti, le casse degli stessi clan che stanno insanguinando i Decumani, Porta Capuana e Forcella con una faida che ha già mietuto vittime innocenti come Luigi Galletta. È ora dunque di debellare alla radice questo business, non solo con la repressione“.