Ricostruire Napoli
forza e coraggio

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Per non perdere la speranza del futuro (Massimo Lo Cicero) occorre che almeno del proprio futuro una comunità torni a occuparsi. In questa prospettiva il convegno organizzato all’Associazione dei costruttori di Per non perdere la speranza del futuro (Massimo Lo Cicero) occorre che almeno del proprio futuro una comunità torni a occuparsi. In questa prospettiva il convegno organizzato all’Associazione dei costruttori di Napoli da un’inedita formazione d’imprenditori e avvocati, rispettivamente rappresentati da Francesco Tuccillo e Maurizio De Tilla, ha colto nel segno mettendo al centro dell’attenzione lo sviluppo delle città e in particolare di quella strana e incomprensibile entità urbana che è diventata Napoli. Il proposito di non lasciare cadere l’intesa raggiunta per via empatia nel corso dei lavori, e di proseguire con approfondimenti che possano avere ricadute reali su una comunità ormai disabituata a essere governata, va considerato con favore e se possibile assecondato. Lo stato in cui ci siamo abituati a vivere non è certo compatibile con quello di una società moderna. Troppi vincoli, troppe incomprensibili ingessature e troppi troppi strappi a regole che valgono per alcuni e mai per altri hanno minato la fiducia e con questa l’impegno. E invece proprio di questo si tratta, di recuperare impegno e fiducia almeno in uno strato della popolazione che dovrebbe sentirsi e agire come classe dirigente per ricostruire un’élite che si prenda cura dei problemi comuni con l’intenzione di risolverli e non solo a vantaggio proprio. Meglio ancora se questo soprassalto di coscienza possa accompagnare la nascita della città metropolitana e sia d’aiuto a comprenderne prerogative, limiti, ruolo. Le trasformazioni, specie di questa portata, vanno gestite e non subite. Purtroppo la cornice nella quale incastrare il nuovo quadro non fornisce informazioni rassicuranti. Napoli e la sua periferia perdono progressivamente abitanti e quelli che restano sono via via più vecchi. Neanche gli immigrati bastano più a pareggiare il conto dal momento che le donne sono al di sotto del tasso naturale di ricambio generazionale. E i giovani che pensano di valere qualcosa vanno via senza rimpianto, il più delle volte confortati da risultati che mai avrebbero potuto conseguire a casa propria. E allora, per chi ancora c’è l’ha, forza e coraggio.