Rinascimento da riscoprire
se la chiesa parla toscano

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È la Chiesa degli artisti toscani, culla dell’arte rinascimentale, conosciuta dal 1805 come Sant’Anna dei Lombardi, già Santa Maria È la Chiesa degli artisti toscani, culla dell’arte rinascimentale, conosciuta dal 1805 come Sant’Anna dei Lombardi, già Santa Maria di Monteoliveto. Fondata da Gurello Oglia nel 1411, è considerata uno dei monasteri più importanti della città. Il complesso conventuale è al centro del prossimo appuntamento di “Capolavori da riscoprire in città: conversazioni con i curatori” in programma il 28 febbraio, con appuntamento a piazza Monteoliveto (alle 11. Un tour tra le bellezze di un edificio sacro che fu ampliato a partire dall’età aragonese e arricchito di preziose opere d’arte commissionate ai più importanti artisti attivi a Napoli all’epoca. Tante le opere dei figli illustri della “terra di Dante”: Benedetto da Maiano che realizzò, nel 1489, il rilievo con l’Annunciazione per la cappella Correale; Francesco da Sangallo che eseguì la tomba di Antonio Fiodo nel 1540. Gli affreschi della cappella Tolosa di impronta brunelleschiana si devono ad un altro importante artista del Rinascimento, Cristoforo Scacco da Verona. Tra gli interventi che meritano menzione, quello di Giorgio Vasari che nel 1544 affrescò con Allegorie delle Virtù la volta dell’allora refettorio, le cui pareti sono rivestite di tarsie lignee opera di fra’ Giovanni da Verona. Non mancano i napoletani, lo scultore Girolamo Santacroce (altare della famiglia del Pezzo) e il pittore Francesco Solimena. Da ammirare il gruppo del Compianto sul Cristomorto, modellato in terracotta da Guido Mazzoni nel 1492. L’evento è a cura di Annachiara Alabiso e Serenella Greco.