Aerospazio, Carrino: Un sistema campano? Sarebbe il top sul mercato

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In foto Luigi Carrino
di Paola Ciaramella
“Il settore aerospaziale, per dimensione, è il secondo in Italia dopo quello automobilistico. Nell’aerospazio, per ogni 100 euro di fatturato 10 vengono reinvestiti in ricerca e sviluppo. Tra il 2012 e il 2013 anche noi abbiamo risentito degli effetti della crisi, ma c’è stata una ripresa. Il 30% delle imprese del nostro settore ha registrato almeno un brevetto negli ultimi dieci anni, le nostre aziende hanno una media di 8,5 brevetti. 44mila occupati nel settore dell’aerospazio assicurano lavoro a più di 73mila nell’indiretto e a più di 41mila nell’indotto. Il valore aggiunto per occupato del nostro settore è di 130mila euro, il 71% in più rispetto alla media dell’economia italiana”. Ha snocciolato dati importanti relativi al settore dell’aerospazio Luigi Carrino, presidente del Distretto Aerospaziale della Campania (Dac), nel suo intervento al convegno “La Manutenzione Integrata nell’ambito di Industria 4.0” organizzato dalla startup innovativa Syenmaint Srl, che si è tenuto venerdì 28 settembre nel Polo Universitario della Federico II a San Giovanni a Teduccio. Carrino ha citato esempi positivi, primo fra tutti quello del velivolo regionale Atr: “Il Dac ha messo insieme un partenariato guidato da Magnaghi, che è l’azienda campana leader nel settore dei carrelli di atterraggio, che ha collaborato con Leonardo, con una Pmi che è la Tecnosistem e con un gruppo della ricerca fortissimo. Il progetto è stato chiuso, valutato molto positivamente; non so se ci sarà un nuovo regionale, ma tutte le tecnologie sviluppate sono diventate patrimonio delle aziende che hanno partecipato, che le stanno applicando ai loro prodotti”. Ha poi ricordato la task-force campana di Industria 4.0, “che è stata fortemente voluta dal nostro rettore e ha messo insieme sociologi, medici, economisti, tutta una serie di esperti perché la partita dell’Industria 4.0 non è solo un cambiamento di sistemi di lavorazione, ma di organizzazione”. E, ancora, la piattaforma di e-learning Federica, “che ha lanciato un programma di filmati che spiegano Industria 4.0; il Punto di Impresa Digitale che fa capo alle Camere di Commercio; il Campania Digital Innovation Hub che è un partenariato fra università e associazioni industriali; il Competence Center che ci mette insieme alla Puglia, per creare un centro che affianchi le imprese in tutte le attività riguardanti lo sviluppo, lo studio, la formazione di Industria 4.0. Ci sono quindi grandi potenzialità, ma bisogna fare attenzione – ha concluso il presidente del Dac –. Noi siamo molto bravi quando siamo ‘neuroni’, ognuno di noi singolarmente spesso è un’eccellenza, però la nostra sinapsi è carente: il fatto che riusciamo ad avere eccellenti neuroni non significa che riusciamo a metterli insieme e a elaborare qualcosa che sfrutti e moltiplichi tale eccellenza. Una volta fare sistema poteva essere un vantaggio, oggi è un obbligo”.