Congresso Mcl, confronto su lavoro e sviluppo con Conte e Tajani

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di Nicola Rivieccio

Diritto al lavoro, sviluppo economico e infrastrutturale. E ancora: le prossime sfide dell’Europa e l’impegno del popolarismo europeo. Sono questi alcuni degli argomenti al centro del XIII Congresso Nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl) in corso fino a domenica 27 gennaio a Roma sul tema “Forti della nostra identità, attraverso il lavoro, costruttori di speranza in Italia e in Europa”. L’appuntamento congressuale – che quest’anno dedica particolare centralità al tema del lavoro declinato in chiave non solo nazionale ma anche europea – si preannuncia particolarmente significativo non solo per l’attualità di quanto trattato, ma anche nel delineare le linee future dell’impegno Mcl, oltre che per la presenza di autorevoli rappresentanti del mondo politico civile ed ecclesiastico.

Particolarmente nutrito e qualitativo il programma dei lavori, aperti con la prolusione di Mons. Filippo Santoro, presidente della Commissione per i problemi sociali e il lavoro della Cei a cui è seguita la relazione del presidente nazionale Mcl, Carlo Costalli. Tra le autorità presenti con il loro saluto agli oltre 700 delegati presenti a Roma, anche il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani.

“Mcl in questi anni è stato fermamente coerente nel suo essere movimento di popolo: tra la gente e per la gente. Un impegno costante mirato a rappresentare un punto di riferimento in un ‘Paese smarrito’, attraversato da incertezze che hanno creato disgregazione sociale e diseguaglianze crescenti. Ora è urgente riannodare i fili di una società sfilacciata e in profonda crisi valoriale, una crisi strettamente collegata a quella economica. Il nostro ruolo è quello di diventare protagonisti sempre più attivi, di assumerci con responsabilità e coerenza un ruolo essenziale nel cambiamento e per il cambiamento” ha affermato il presidente Carlo Costalli nel suo intervento ai lavori.

Si deve ripartire dalla politica – ha spiegato – perché la sua funzione è insostituibile, e rimane una delle poche opportunità per comporre valori e interessi, esigenze comuni e bisogni individuali, ambiti locali e realtà globale; ma ora più che mai è necessario che rinnovi le sue modalità di esercizio. Una politica autoreferenziale, verticistica, lontana dai problemi veri e dalle esigenze fondamentali delle persone, delle famiglie e delle aggregazioni sociali, come abbiamo visto negli ultimi anni, – ha detto, inoltre, Costalli- ha generato sempre più distanza tra la gente comune e il palazzo: una distanza che è diventata, poi, terreno fertile per l’antipolitica e la disaffezione per la vita democratica. Una politica che tra l’altro presenta anche un forte tasso di debolezza di fronte ai processi di globalizzazione e alle nuove dinamiche all’interno dei territori e alle mutate situazioni sociali.

Contributo significativo per questa inversione di tendenza è il valore lavoro. “Attraverso il lavoro”: è il fulcro dell’impegno del Mcl per affermare l’essenzialità del lavoro sia per la dignità dell’uomo sia per lo sviluppo di tutta la comunità. Mai come in questo periodo per il lavoro servono proposte credibili, capaci di essere attuate nella particolare realtà italiana ed interventi strutturali sui vari aspetti deboli del nostro mercato del lavoro.

Un valore cosi inteso, quello del lavoro, che ha trovato, collocato nel quadro del dibattito nello scenario europeo, sensibile condivisione negli interventi ai lavori congressuali del presidente del Consiglio Conte e del presidente del Parlamento europeo Tajani.

“Il lavoro è il luogo dove si sviluppa la personalità dell’uomo che realizza se stesso. Consente all’essere umano di emanciparsi dal bisogno e da ogni forma di dipendenza. Siamo impegnati in un progetto di grande respiro con i primi risultati a cui se ne aggiungeranno presto altri. Ho chiesto alle aziende di Stato di investire di più, solo così l’Italia può crescere, e dal tavolo a cui ho formulato la richiesta sono nati 13 miliardi di investimenti aggiuntivi – ha detto il presidente Conte aggiungendo – Certo siamo consapevoli delle difficoltà di trovare e offrire un lavoro, nel Sud non è così facile, ma è solo con un progetto che fa sistema, articolato che abbiamo la chance di migliorare questa situazione. Il progetto di reddito di cittadinanza lo abbiamo meditato tanto, con l’intento di evitare l’atteggiamento paternalistico di uno stato che elargisce benefici economici senza una chance per ripartire.” “E’ inutile insistere in una retorica europeista secondo una logica ipocrita di chi poi guarda solo agli interessi nazionali” ha inoltre affermato Conte in riferimento all’Europa.

“Abbiamo bisogno di una Europa politica capace di operare le scelte necessarie per rivalutare i valori fondanti della persona umana e del lavoro per una rinnovata crescita civile ed economica – ha sostenuto dal canto suo il presidente del Parlamento Europeo Taiani intervenendo ai lavori e ponendo l’accento sulla necessità di “garantire subito lavoro ai giovani e intervenire per abbassare la pressione fiscale per aiutare le piccole e medie imprese e il mondo agricolo che vogliono assumere i giovani, abbattendo il costo del lavoro”.