Contratti, Cisl: il 44% degli accordi al Nord, solo il 5% al Sud

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in foto Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl e responsabile delle politiche contrattuali del sindacato

Nel panorama delle relazioni sindacali è tornata a svolgersi una contrattazione “più strutturata e meno episodica” rispetto agli anni della crisi. Il 51% degli accordi sono rinnovi di contratti precedenti, il 22% sono accordi integrativi degli stessi. Commercio, chimica, servizi, costruzioni sono i settori che registrano il maggior numero di accordi sottoscritti, ma se si guarda al numero di lavoratori coinvolti spiccano anche i settori del credito e dei trasporti data la presenza di aziende con decine di migliaia di dipendenti. Resta però un deciso squilibrio territoriale che vede la contrattazione aziendale diffusa nel nord (44% del totale) e nei gruppi (33%), mentre scarsa è la diffusione nel sud del paese (5%). E’ quanto emerge dal 4 rapporto Ocsel (Osservatorio Contrattazione di Secondo Livello) curato e presentato dalla Cisl che raccoglie ed analizza 2.196 accordi aziendali negoziati negli anni 2016 e 2017 (di cui 1.238 per il primo anno e 958 nel secondo) in 1.078 aziende che occupano 928.260 lavoratori. Ocsel è una banca dati della Cisl che ad oggi registra in totale 8.526 accordi siglati negli ultimi 8 anni. La contrattazione, prosegue il rapporto, non si ferma solo alle grandi imprese, ma si registrano centinaia di accordi anche nelle imprese fino a 50 e fino a 20 dipendenti, segno che anche nelle Pmi è utile e possibile diffondere una contrattazione appropriata. Nel 53% degli accordi si sono negoziati aumenti dei premi salariali mentre nel 32% sono state introdotte forme di welfare contrattuale.
Salario e welfare sono i temi più vivaci e in crescita, segno di una ripresa di buon andamento delle imprese in generale, mentre calano fortemente gli accordi legati a situazioni di crisi. “I dati del nostro osservatorio restituiscono alla Cisl ed a tutte le parti sociali un forte e positivo dinamismo della nuova contrattazione aziendale che, mettendosi sempre più alle spalle gli effetti della crisi, riesce a realizzare un maggior dialogo partecipativo e costruttivo tra azienda e lavoratori ed a costruire soluzioni e tutele sempre più ricche – dichiara Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl e responsabile delle politiche contrattuali del sindacato – negli ultimi 2 anni vediamo svilupparsi una contrattazione aziendale sempre più plurale ed innovativa, ben più ricca e diffusa di quanto spesso discutiamo nei dibattiti sul tema”. “La realtà che viviamo – continua Sbarra – vede imprese e lavoratori sempre più impegnati nel coniugare competitività con salari più alti e benessere delle persone che lavorano. E’ la via sindacale che la Cisl predilige. Chiediamo a Confindustria e a tutte le parti datoriali del commercio, artigianato e cooperazione di praticare con maggiore coraggio insieme al sindacato lo sviluppo della contrattazione decentrata, sempre più leva di sviluppo e coesione”. “Chiediamo al governo Conte ed al ministro Di Maio – conclude Sbarra – di guardare a questi dati e di chiamare le parti sociali ad un confronto su come coniugare in modo più stabile crescita, investimenti, lavoro di qualità e nuove tutele, garantendo per il futuro la stabilità degli incentivi alla contrattazione per la produttività, vera sfida per il paese da vincere insieme”.