INDACO, una palafitta sul mare

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Circa 60 anni fa, quando il Cav. Angelo Rizzoli con il “Sereno”, panfilo con il quale consumava il portolano, approdò a Lacco Ameno per una vacanza, ne rimase stregato al punto da aggiungere ai suoi interessi Circa 60 anni fa, quando il Cav. Angelo Rizzoli con il “Sereno”, panfilo con il quale consumava il portolano, approdò a Lacco Ameno per una vacanza, ne rimase stregato al punto da aggiungere ai suoi interessi di imprenditore del cinema e dell’editoria, il turismo iniziando con la ristrutturazione delle terme. Stabilitosi a Villa Arbusto, edificio del 1785 costruita dal Duca di Acquaviva, che diventò poi crocevia di politici, intellettuali, imprenditori e personaggi dello spettacolo e dello sport (allora era Presidente del Milan), continuò il suo coinvolgimento proseguendo con la ristrutturazione della piazza del Comune di fianco delle terme. Poi fu il turno della costruzione dell’Albergo Regina Isabella, con l’ingresso dalla suddetta piazza, quella di Santa Restituta,  fu il primo vero, grande messaggio d’amore verso l’Isola, posizionato sul mare, con una caletta riservata ed il verde che sull’isola, non a caso, non manca mai. Ma il cavaliere non si fermò al solo hotel in questione, il cambiamento dell’isola passò anche attraverso la costruzione di altri alberghi nonché del cinema (Reginella) da cui partirono le prime internazionali di film famosi senza dimenticare l’attuale ospedale intestato alla moglie. Ma veniamo al Regina Isabella. All’ingresso di questa struttura, dai grandi spazi e dalla luminosità vitale, ceramiche di Capodimonte e maioliche ancor oggi mantengono il loro splendore, parte dell’arredamento insieme alle pregiate suppellettili sono un museo free per gli ospiti nonché un’elegante accoglienza vintage stile anni ’50. Tre le strutture per l’offerta gastronomica: il ristorante Regina Isabella, interno all’hotel con una vetrata sul mare, in linea architettonica con tutta la struttura offre la tradizione gastronomica ma non disdegna la creatività; lo Sporting, di stile marinaro, decisamente friendly affaccia sul mare con proposte a buffet ed il pescato preparato al momento; infine l’oggetto della recensione: l’Indaco, leggermente delocalizzato, in posizione tranquilla sul mare con un alto tasso di romanticismo.  Una palafitta sul mare in una piccola baia, dai colori mediterranei, con massimo 25 coperti al fine di un miglior servizio ai clienti, elegante ma senza spocchia. Lontano dai clamori mediatici, Pasquale Palamaro, stellato Michelin, è lo chef executive di questa struttura, il contrario di “nemo propheta in patria” in quanto Ischitano doc ed orgoglioso di esserlo, emerge per la sua semplicità umana, disponibile e per niente tronfio del suo sapere e dei suoi successi. Il suo percorso è fatto di gavetta, di tanta tradizione finché la curiosità per l’innovazione lo ha portato, con determinazione alla stella aggiungendola alle cinque già presenti dell’albergo.  Dal 2002 Pasquale all’Indaco ha portato il suo claim: “il senso della tavola”, perché le idee ben chiare su quelle che sono le necessità del cliente, lui le ha. Raggiunge il traguardo riuscendo nell’impresa, i suoi piatti mi verrebbe da dire in termini figurativi: sono di lenza, nel luogo ove si trova il pescato non consente succedanei, la vista del mare porta visioni e le visioni portano grandi piatti. Lo chef appartiene a quella rara categoria di “ambiversi”, cioè tra quelli che sono nel “mezzo”, tra gli “estroversi” (solo innovazione) e gli “introversi” (solo tradizione), è colui che sceglie e non subisce libero di somministrare il “diritto al piacere” fino in fondo. In sala è coadiuvato da Aniello di Iorio Maitre e da Tommaso Mascolo Sommelier, un altro verace ed appassionato del proprio lavoro. La famiglia Carriero, attuale proprietaria, è molto sensibile alle performance di tutte le attività dell’albergo e solo grazie a questa si è arrivati all’eccellenza in tutte le aree della struttura. Fronte mare sul mare, inizio la mia degustazione coccolato dal Sommelier con la presentazione di una carta vini a predominanza Campana, ma si sa, gli ospiti vogliono bere vini del territorio: Franciacorta brut 25, ultimo nato in casa Berlucchi apre il tavolo con grissini veronesi, crackers al sesamo, pani farciti, burro di Normandia ed olio ischitano (una chicca…); spugna di alici, piccoli toast con mousse di ricotta e pepe di chuan, datterino giallo; aculei di mare su spuma di patate: tartare di tonno, capellini d’angelo con nero di seppia su di una spuma di patate, un piatto buono e divertente in quanto ricostruisce nell’aspetto il riccio di mare dal sapore elegante e delicato, il miglior modo per iniziare un  percorso gastronomico; Forastera in purezza di Cenatiempo abbinato con astratto di peperone su tela di baccalà e caviale di tartufo nero, due sapidità che si alternano per un’emozione unica, il tutto servito su una tavolozza disegnata dallo chef; Tortello di coniglio agroaffumicato di melanzane e vongole, terramare, mareterra, alternanza di emozioni; Pitzon Riesling di Nals Margreid accompagna lo spiedino di Pezzogna (rigorosamente da mangiare la pelle), alghe di mare e foie gras con una maionese che fa … la maionese alla francese, altra tavolozza di colori, il mare suadente ed elegante mai invasivo con i suoi aromi; scacco matto al manzo stracotto, una vera scacchiera con scacchi nel piatto, con la composta di sorbe l’effetto agrodolce funziona; come pre-dessert servito in scatolina di legno una perla di cioccolato bianco con cuore di ananas liquido, una declinazione elegante del sorbetto, molto ben riuscita; la natura, salsedine, vaniglia e porcini, praticamente la riproduzione del fungo di Lacco Ameno in bella vista dal mio tavolo dal vero, sotto forma dolce, un grande, grandissimo dessert, un gran divertimento, un Oscar…; il post dessert composto da cartelletta ai ribes e more, ganache di crema al rum e pepe lungo di Java, cannolo al caffè, macaron crema di pistacchi e nocciola, piccola delizia alla mozzarella di bufala sono accompagnati da un Picolit di Poggiobello. Il rumore del mare accompagnerà la vostra cena, il panorama rinfrancherà il cuore … Costo menu degustazione € 90 con abbinamento vini € 130


L’Albergo della Regina Isabella, Ristorante Indaco: Piazza Santa Restituta, 1 – Lacco Ameno, Ischia – Info e prenotazioni: 081.994322 info@reginaisabella.it – www.reginaisabella.com   WI FI                     OK CELIACI               OK DISABILI              OK FUMATORI         NO GIARDINO          Ok TERRAZZO          OK ANIMALI             OK PARCHEGGIO    OK CARTE DI CREDITO  OK

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