La sfida del Biogem tra memoria e oblio

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C’è la storia e ci sono i laboratori, le tragedie e le speranze, racchiuse in C’è la storia e ci sono i laboratori, le tragedie e le speranze, racchiuse in due concetti così semplici e così complessi come quelli di “memoria” e “oblio”, al centro della prossima edizione del meeting annuale promosso dal Biogem di Ariano Irpino sulle “Due culture” in programma dal 3 al 7 settembre. A districarne le trame e mostrarne la densità, filosofica e scientifica, saranno intellettuali e ricercatori dello spessore di Paolo Mieli, Jean Pierre Changeux, il Nobel Oliver Smithies, Antonio Ereditato, Marco Salvatore e Paolo Isotta, solo per citarne alcuni. “Riprendendo l’ormai celebre volume di Snow del 1959 sulle due culture – osserva il presidente del centro di ricerche biotecnologiche Ortensio Zecchinoci rendiamo ormai conto tutti che tra letterati e scienziati non più sostenibile l’abisso di reciproca incomprensione che ha dominato per decenni”. Per avere una prova della policromia concettuale che parole come memoria o oblio portano con sé basta dare una rapida scorsa al programma degli incontri. Si parla di memoria e il pensiero rimanda immediatamente alla più grande tragedia del secolo breve, la Shoah, di cui discuteranno Cosimo Risi, ambasciatore d’Italia a Berna, e lo storico David Meghnagi, docente presso l’Università di Roma Tre, ripercorrendone anche quell’odioso velo di oblio che sulla Shoah vorrebbero stendere i cosiddetti negazionisti. Ma parlare di memoria significa parlare non solo della memoria dei fatti umani ma anche di quelli della Terra e delle Galassie. Lo farà da par suo l’astrofisico Antonio Ereditato, direttore del Laboratory for High Energy Physics e dell’Albert Einstein Centre for Fundamental Physics di Berna, che terrà una lectio su “L’universo: una memoria di oltre tredici miliardi di anni”. Marco Salvatore, docente della Federico II e direttore del centro di ricerca Sdn, illustrerà invece le possibilità di “visualizzare la memoria” dibattendo con il letterato Enrico Malato che palerà della “Memoria di Dante” e con uno dei più auterevoli neuroscienziati del mondo, il direttore dell’Institute Pasteur, Changeux, che terrà una conferenza dal titolo “Toward a neuroscience of the human person”. In occasione del centenario della morte del grande sismologo Giuseppe Mercalli, direttore dell’Osservatorio vesuviano e ideatore dell’omonima scala per misurare l’intensità macrosismica dei terremoti. A parlare, infine, della “sua” memoria ripercorrendo la sua fantastica carriera sarà il Premio Nobel per la medicina Smithies, inventore della tecnica del gene targeting per la creazione di topi knockout, topi a cui vengono disattivati alcuni geni, fondamentale per comprendere la funzione dei geni e la loro implicazione nell’insorgenza di patologie.