Mattarella e Mastrocola: scelte di ribellione e libertà

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Camorra e mafia saranno sconfitte. E voi, ragazzi, sarete alla testa di questa storica vittoria. Scegliete la vita. Non la morte”: queste le esortazioni ai giovani e alla scuola italiana, pronunciate dal Capo dello Stato Sergio Mattarella durante l’inaugurazione dell’anno scolastico presso l’Istituto superiore “Sannino-Petriccione” di Ponticelli. Occorre ribellarsi all’opacità del presente per costruire fiduciosi il futuro, perché è nel DNA di Napoli una nuova stagione e perché non si può abdicare alla propria libertà, rinunciando alla propria dignità di uomo. Mattarella da autentico cattolico democratico ha ribadito l’idea della centralità della persona e del suo valore infinito, nonché l’importanza della scuola nel promuovere la piena espressione dei diversi talenti e aspirazioni. “La scuola è decisiva per tutti i giovani del nostro Paese” perché implementa la capacità di crescere insieme agli altri ed apre a una cittadinanza piena. L’idea, che non c’è vera crescita della persona se non in un rapporto di stretta interdipendenza con la crescita e la liberazione degli altri, è a fondamento del volume “Crescere insieme. Scritti di Sergio Mattarella” in cui emerge la passione educativa del giovane Ministro della Pubblica Istruzione del VI Governo Andreotti. La stessa esortazione a fare scelte di libertà per costruire un futuro migliore le ritroviamo ne “La passione ribelle” di Paola Mastrocola. L’ex-insegnante di liceo reputa lo studio il gesto più rivoluzionario che oggi si possa compiere. Trascorre ore e ore a studiare, applicandosi con abnegazione, avendo a cuore la propria formazione culturale non è roba da sfigati o da medievali, anzi significa scegliere la vita e esserci dentro in piena autonomia, con capacità di giudizio e libertà di pensiero. Le mille attività, divertenti o evasive, videogiochi e social network a cui i giovani si dedicano, rendendo lo studio quasi un optional inutile, spesso disprezzato, fanno sì che la scuola funzioni sempre meno come ascensore sociale e che l’informazione venga confusa con la cultura. Oggi, infatti, sempre più i ragazzi affidano la memoria e la conoscenza ai mezzi tecnologici con rischi ben più gravi per le menti di quelli paventati da Platone nel “Fedro”. La vera ribellione passa per lo studio e per la ricerca, nobili fatiche che socraticamente garantiscono l’indipendenza delle coscienze.