Operai divisi su Marchionne

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Torino, 23 lug. – (Adnkronos) – C’è chi dice sia stato “un grande”. E chi invece ammette che “più che ai posti di lavoro ha pensato a risanare l’azienda”. Sono divisi gli operai di Mirafiori sull’era . Davanti alla porta 2 dello stabilimento assediata dai cronisti, esprimono preoccupazione per un cambiamento arrivato imprevisto (seppure fosse nell’aria) riconoscendo, con qualche distinguo, l’impegno svolto dal manager che in 14 anni ha trasformato un’azienda sull’orlo del fallimento in un gruppo player globale.

“Per me – spiega Luciana – Marchionne ha rappresentato la speranza, ha fatto tanto per l’azienda, speriamo che ora si vada avanti con i programmi annunciati”. “Marchionne? – gli fa eco un collega che sta strisciando il badge all’ingresso – un grande, ha fatto il massimo che poteva fare per Fca, ora speriamo si continui”. “Speriamo che il nuovo ad mantenga le promesse fatte da Marchionne”, aggiunge ancora un giovane operaio da poco in Fca che suggerisce: “Bisogna lavorare sull’auto elettrica perché quello è il futuro”.

“Quando qualcuno fa un buon lavoro è sempre una perdita. Marchionne ha salvato parecchie cose, anche se più che ai posti di lavoro ha pensato a risanare l’azienda – commenta un altro operaio mentre si avvia a casa a fine turno – I contratti che ci hanno proposto non ci hanno soddisfatto, ma li abbiamo dovuti accettare, ora speriamo in un nuovo modello”.

E se c’è qualcuno più critico, secondo cui l’ex ad “ha fatto molto di più sotto l’aspetto finanziario che per tutelare noi lavoratori”, il giudizio sul nuovo ad, Mike Manley, resta sospeso. “Alla Jeep ha fatto bene, speriamo altrettanto faccia qui, certo al momento la preoccupazione per il futuro c’è”, osservano i più. Oggi nello storico stabilimento di Mirafiori, dopo la fine qualche settimana fa dell’Alfa Mito, viene prodotto solo il Suv Levante di Maserati.