Sipcam, coltivazione sostenibile soia e 5 mln investimenti

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Milano, 6 dic. (Labitalia) – Diffondere la coltivazione sostenibile della soia per fare dell’Italia e in particolare della ‘Po Valley’, che ha condizioni di clima e terreni ideali per questa coltura, le aree d’eccellenza per la sua produzione di qualità e la sua trasformazione in alimenti altamente performanti. E’ l’obiettivo di Sipcam, società con sede a Pero, alle porte di Milano, facente parte di Sipcam-Oxon, primo gruppo multinazionale italiano dell’agrofarmaco, 15esimo nel ranking mondiale, che ha programmato investimenti nel quinquennio 2015-2020 pari a 5 milioni di euro nella ricerca genetica, per l’ottenimento di varietà di soia di alta qualità oltre che nell’applicazione di nuove tecnologie in grado di ottimizzare le scelte agronomiche nella coltivazione della soia.

Sipcam entra nel mercato delle sementi di soia già nel 2008 quando sigla accordi con la Monsanto per la distribuzione di materiale varietà non ogm in Italia e acquisendo l’impianto di produzione di Lodi. Successivamente, nel 2014, con Cortal Extrasoy (azienda di trasformazione di soia in alimenti al alta efficienza dietetica), fonda ‘Soia Italia’, un’associazione no profit che ha lo scopo di promuovere in Italia lo sviluppo della coltivazione sostenibile di soia di qualità non ogm e con questa associazione sta lavorando a un sistema di supporto alle decisioni, in grado di raccogliere, organizzare e interpretare in modo automatico le informazioni necessarie per supportare le decisioni agronomiche.

Ciò dopo che Sipcam è stata la prima in Italia a utilizzare il ‘precision farming’ per stabilire la correlazione tra le caratteristiche del terreno e le pratiche agronomiche con la qualità (contenuto e tipologia di proteine) del raccolto. Tutto questo significa applicare nella produzione di soia ciò che viene chiamato Internet of things (Iot), ovvero la capacità di far dialogare diversi strumenti per raccogliere informazioni ed elaborarle per poterle usare con vantaggio economico: in questo senso, mutuando un concetto presente nell’industria, si parla di ‘agricoltura 4.0’.

“Crediamo che l’Internet of things -spiega a Labitalia Piero Ciriani, direttore del business sementi di Sipcam Italia- abbia un grande potenziale in agricoltura e nella coltura della soia nello specifico: collegare e far dialogare diversi strumenti e tecnologie per fornire informazioni facilmente fruibili rappresenta un vantaggio competitivo per gli imprenditori agricoli. Utilizzando il precision farming possiamo rilevare migliaia di dati e informazioni sulla quantità e qualità dei raccolti collegate alle caratteristiche di ogni singolo appezzamento portando nelle aziende agricole le informazioni e le esperienze che normalmente si ottengono nei centri di ricerca”.

“Grazie al dds (decision support system) -assicura- potremo rendere queste informazioni facilmente fruibili da tutti gli agricoltori aiutandoli a utilizzare meglio prodotti e tecniche agronomiche con l’obiettivo di armonizzare miglioramento delle produzioni e rispetto dell’ambiente”.

“La richiesta di produrre più proteine -chiarisce con Labitalia Nadia Gagliardini, presidente di Sipcam- è in costante aumento a livello mondiale per la crescita della popolazione e il miglioramento delle condizioni generali di vita. Non c’è dubbio che avremo bisogno di sempre maggiori quantità di proteine, ma dovremo anche pensare a un uso razionale delle risorse necessarie per produrle, al rispetto degli ambienti dedicati alla produzione, alla qualità delle produzioni che, una volta trasformate, devono rispondere alle esigenze alimentari in continua evoluzione. Consideriamo la soia una coltura strategica per l’agricoltura e gli agricoltori italiani e abbiamo deciso di investire per portare innovazione, puntando su produzioni di altra qualità e sostenibili dal punto di vista economico, agronomico e ambientale”.