Vaccini, troppi allarmi. Campania maglia nera

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Analizzare le linee operative e le strategie per una corretta informazione sui vaccini: questo il tema affrontato oggi in un incontro tenuto nel Dipartimento di Sanità pubblica della Analizzare le linee operative e le strategie per una corretta informazione sui vaccini: questo il tema affrontato oggi in un incontro tenuto nel Dipartimento di Sanità pubblica della Federico II di Napoli organizzato dalla direttrice Maria Triassi. L’evento ha cercato di fare luce sulle notizie, mai verificate, – sottolinea una nota – riguardanti i rischi dei vaccini. La domanda a cui si è cercato di dare una risposta è “Quanto tempo impiegherebbero malattie come la difterite, la poliomelite o il tetano, a riportarci a un pericoloso medioevo?”: “Non è tanto sul tempo che impiegherebbero queste malattie a mietere vittime, che dovremmo concentrarci – spiega uno dei relatori, Fulvio Turrà, presidente della Società italiana di Pediatria – ma sulla certezza che queste patologie tornerebbero”. “Il vaccino, infatti, – ha sottolineato Turrà – è un argine irrinunciabile che difende contemporaneamente chi vi si sottopone e che viene a contatto con lui. Dunque, non comprendo certe campagne di opinione che ogni tanto montano talvolta persino sulla stampa seria”. “Le reazioni avverse non si possono cancellare – ha spiegato Italo Angelilloe nessuno vorrebbe certo essere il famoso ‘caso sul milione’. Immaginiamo, però, che l’alternativa senza i vaccini sarebbe quella di contare migliaia e migliaia di casi sul milione”. La Campania, secondo le statistiche, è maglia nera in Italia per il morbillo. La copertura vaccinale arriva appena al 50 per cento, contro il dato nazionale che supera il 90 per cento.