Non siamo soli ma in compagnia dei microrganismi

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di Giuseppe Tranchese

In un clima di tensione “pandemica” e di elevato allarmismo mediatico risulta sempre più difficile sviluppare una lucida comprensione dello stato delle cose. Come ormai ciclicamente accade, sul campo di battaglia della vita quotidiana si scontrano i filo-apocalittici con i filo-complottisti e, in entrambi i casi, la deriva innescata è comune: paura e confusione nelle menti. Meccanismi, questi ultimi, che la storia politica, socio-economica e religiosa, hanno sempre utilizzato per il controllo delle masse. Di fronte ai rischi di diffusione di malattie infettive, così come dinanzi alle bruttezze, alle pene, alle sofferenze della vita, sentiamo il bisogno di una teoria, di una filosofia, di una scienza che ci conforti, di una dottrina che ci dia un luogo sul quale far afferire le nostre paure e mendicare delle risposte. Così ci perdiamo nelle spiegazioni, nelle parole, nelle teorie che poco a poco mettono profonde e robuste radici difficili da sdradicare, perché dietro le fedi e i dogmi che abbiamo accettato (ma anche rifiutato!) c’è la costante paura dell’ignoto. Paura che si suole non affrontare ma sfuggire, paura che spinge all’isolamento e non alla cooperazione. Piuttosto che sviluppare ulteriori teorie, leggere nel grande libro della Natura, liberi da condizionamenti, potrebbe aiutarci ad entrare nella comprensione delle dinamiche del mondo. Infatti, siamo abituati a pensare all’ambiente solo come un insieme di oggetti e creature esterni a noi e potenziali aggressori, dimenticando che un organismo vivente è allo stesso tempo un macrocosmo ed un microcosmo a seconda delle relazioni che intesse con ciò che lo attende o ciò che lo penetra. L’esempio più “vivo” è proprio dentro di noi. Oggi si stima che l’uomo (ma anche i nostri animali d’affezione) ospiti, a partire dallo straordinario momento della nascita, un numero di microrganismi superiore di circa 10 volte quello delle sue cellule, prevalentemente ubicato nel sistema digerente, ma anche distribuito nei sistemi respiratorio, urogenitale e tegumentario tra loro interconnessi. Dunque, anche se ci sentissimo soli, potremmo pensare a quanti microrganismi interagiscono in ogni istante con le nostre cellule, dialogando costantemente tra loro, con i grandi sistemi del corpo e con il nostro DNA. Parliamo di microbiota e microbioma per indicare rispettivamente l’insieme di batteri, virus, batteriofagi, archea, miceti (tanto avversari quanto compagni di squadra) e l’insieme dei geni appartenenti al microbiota.                                                                  Il microcosmo microbiota rappresenta proprio una rete funzionale e dinamica dove tutti – dai microrganismi meno innocui, ai neutri ed agli opportunisti – hanno dei ruoli distinti e, in una sinergia virtuosa, contribuiscono a modellare e stabilizzare la flora intestinale, nonché a tenere allertato il sistema immunitario. Quando questo delicato equilibrio quali-quantitativo perde la sua sana funzionalità e “stabilità dinamica” si innesca la disbiosi, cui consegue sia un cambiamento funzionale del microbiota sia uno scambio di materiale genetico che può favorire, ad esempio, il passaggio di geni di resistenza agli antibiotici, ma in primis innescare un processo infiammatorio diffuso di tutte le mucose. Premesso ciò, piuttosto che cercare il capro espiatorio in un virus in particolare (sebbene siano innegabili, a volte, gli effetti sulle popolazioni e su vasta scala), ci si dovrebbe soffermare su tutti quei fattori che concorrono a compromettere l’omeostasi di un organismo, rendendolo vulnerabile. Oltre alla predisposizione individuale, un ruolo cardine è dato dall’igiene di vita in particolare: il contatto fisico con gli elementi che la natura ci mette a disposizione (aria, acqua, terra, animali), l’equilibrato movimento all’aria aperta, l’eliminazione del fumo, la sana alimentazione (evitando squilibri alimentari, cibi altamente processati, conservanti ed additivi), l’uso parsimonioso dei prodotti per la cura della casa e del corpo (detergenti e disinfettanti), la riduzione dell’esposizione agli inquinanti ambientali di tutti i tipi ed ai farmaci (in primis antibiotici, antimicotici, antivirali, antinfiammatori). E’ fondamentale, pertanto, leggere nel libro della Natura per avere delle risposte, ma anche contribuire a scriverne dei capitoli, lasciando, tuttavia, ad Essa il copyright: unico caso in cui la censura sarebbe finalizzata all’evoluzione ed alla crescita della complessità del Pianeta.