Lacrime di coccodrillo della stampa cattolica

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Il mondo dei cattolici è scosso dall’andamento della produzione legislativa in atto che ha tra le sue prossime realizzazioni il c.d. divorzio breve. Basteranno solo tre mesi di separazione tra i coniugi per poter divorziare, ove vi sia, la biconsensualità. Tutto è oggi orientato al disconoscimento dei principi cattolici in tema di famiglia e non a caso le nuove iniziative legislative sulle unioni civili prevedono anche il riconoscimento del rapporto uomo-uomo e donna-donna, cosa che ovviamente non è piaciuta né ai Vescovi, né al loro giornale “Avvenire”. Va però domandato alla stampa cattolica in genere se queste dispiacenze non sono lacrime di coccodrillo, se si tien conto della vicinanza e continua assenza di critiche da parte della stessa alla politica dell’attuale maggioranza di centrosinistra e al Governo che la esprime. Naturalmente, salvo prova contraria, c’è da domandarsi se con un Governo di centrodestra, sarebbe passata una legge come quella del divorzio breve e se l’ostracismo a Berlusconi da parte della stampa di espressione cattolica sia risultato utile alla causa. Il direttore di “Avvenire” scambiando i fatti privati di Berlusconi come fatti di ordine pubblico ha decretato l’ostracismo allo stesso, giudicandolo come un “peccatore”, cioè un trasgressore della morale cattolica. Si da il caso, però, che forse il “peccatore” agendo da statista, avrebbe avuto molto più rispetto dei principi della morale cattolica, senza farsi prendere da velleità laiciste e neutraliste verso di essi. Va ricordato come il Santo Padre alla domanda che gli ponevano di come giudicasse un gay impegnato in un cammino di fede, ha risposto “chi sono io per giudicare una persona gay che cerca il Signore?”. La stampa di matrice cattolica, invece, giudicando Berlusconi come “peccatore” lo ha bollato in tal senso agli occhi dei suoi elettori e, quindi, ha manifestato un giudizio di condanna che ha indotto il cattolico osservante a non votare lui e le sue liste e certamente il calo di voti di Forza Italia, scesa da secondo partito a quarto nelle preferenze degli italiani, in parte, è dovuto anche a questo ostracismo della stampa cattolica. Vedremo con i progetti di legge sulle unioni gay presentati da destra dall’on Carfagna e da sinistra dall’on Cirinnà, come si comporterà il giornale dei Vescovi, tenendo conto che alla Camera vi è una ampia maggioranza ostile ai due progetti (NCD, UDC, FI e PD) e con qualche riserva anche il M5S. Insomma, la stampa cattolica, con in testa “Avvenire”, deve tornare ad essere tale, e cioè, il giornale dei cattolici italiani e non di una parte di essi, e cioè di quella che votando Renzi e il PD credono che la loro politica sia a difesa dei valori comuni. Questi valori ora sono messi in discussione dalle iniziative di proposta di legge che ne inficiano i principi e che solo una reazione ben coordinata del fronte cattolico potrà far retrocedere. In tal senso è annunziata per oggi 20 giugno una manifestazione aconfessionale, promossa dal Pontificio Consiglio della Famiglia, con la quale il mondo cattolico contesterà le ideologie “gender”, che considera uguale a quello del matrimonio il rapporto uomo-uomo e donna-donna e che pretende che detta uguaglianza sia insegnata già dalle elementari. Concludendo, se il mondo cattolico è compatto sui principi lo dimostri ora, conducendo una dura e aperta battaglia contro chi vuole inquinare i principi, poco importa se si tratta di contrastare il “peccatore” Berlusconi o il “santarello” Renzi.