Alla fine vince De Luca. Ma le incognite restano

19

Dai numeri non si sfugge. Vincenzo De Luca è il nuovo presidente della Regione Campania. I voti democristiani dell’Udc di De Mita (circa sessantacinquemila) e quelli dell’ex azzurro Enzo D’Anna ( poco più di trentacinquemila) sono stati determinanti. In verità sarebbero bastati anche solo quelli del leader avellinese per sancire la vittoria di uno dei due contendenti al trono di S.Lucia. Ed ora sono partite tutte le analisi dei politologi del giorno dopo. Lungi dal voler accodarci a tale schiera qualche riflessione la tentiamo anche noi. La decisione dell’expresidente del consiglio Dc è stata assunta a poche ore dalla presentazione delle liste, motivo del contendere la lotta ingaggiata con Pasquale Sommese, già assessore regionale, per la formazione delle liste dell’Udc. Nel braccio di ferro tra i due Angelino Alfano leader di Ncd ha sostenuto Sommese e l’exgovernatore Caldoro, come suo solito, ha agito da Ponzio Pilato lavandosene le mani. I risultati sono noti. Ma scavando ancor più profondamente c’è dell’altro. Da quando nel 2010 Stefano Caldoro fu eletto tranciò di netto i suoi contatti con il mondo esterno al Palazzo. Chiuso nella sua torre eburnea ha delegato quasi tutto al suo Capo di Gabinetto. Amministratori locali e rappresentanti di questa o quella realtà sociale o politica venivano ricevuti, dopo ore di attesa, dal funzionario scelto da Caldoro che ovviamente restava solo un funzionario e quindi ragionava da…ragioniere. I rarissimi fortunati che riuscivano a parlare col Presidente dovevano però recarsi a Roma dove venivano ricevuti per brevi incontri, spesso, senza esiti. Di più. La riorganizzazione della macchina burocratica, anche questa voluta da Sommese, ha creato scontenti e disagi a tutto il personale dell’Ente Regione che ha ricambiato il favore non votando Caldoro. Ma non basta. L’annuncio del trasferimento dell’intera amministrazione nella landa sperduta dell’ex sede Nato di Bagnoli è stato il colpo di grazia che ha creato una vera e propria rivolta antigovernatore. Con perizia, durante un incontro con i dipendenti regionali, De Luca affermò che, se eletto, avrebbe cancellato questa decisione. Insomma, che Caldoro abbia agito bene sul piano strettamente amministrativo tirando fuori dalle secche la Regione da bilanci disastrosi è un dato di fatto e va riconosciuto. Ma altrettanto va evidenziato che non si è comportato da buon politico. Non ha saputo equilibrare le urgenze di governo con le esigenze della politica. E se vi fosse bisogno di conferme basterebbe osservare che nessuno dei suoi uomini più fidati è stato eletto nel nuovo consiglio regionale pur raccogliendo il suo partito oltre il 7% dei votanti. Inoltre, Napoli che avrebbe dovuto sostenerlo più di tutti ha risposto con un astensionismo che non ha riscontri nella storia repubblicana: circa il 60 per cento non si è recato alle urne. Potremmo continuare ma per oggi basta. E le stelle….. continueranno a guardare.