C’era una volta un cucciolo di dinosauro: il Paleolab di Pietraroja

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Siamo in provincia di Benevento, alle pendici del Matese, al confine col Molise. Siamo a Pietraroja, e questa storia inizia, molto, molto tempo fa. Precisamente oltre 110 milioni di anni fa, quando Pietraroja non si trovava tra i monti ,come la ammiriamo oggi, ma al centro di una laguna, popolata di pesci, rettili, anfibi e caratterizzata da un ecosistema tropicale. Fu così che, attraverso un processo durato milioni di anni, favorito dalle particolari condizioni climatiche di un bacino riparato e poco profondo, un fango calcareo progressivamente ricoprì resti di fauna e flora che nel tempo si sono trasformati in fossili che si sono perfettamente conservati fino a giungere a noi.
Saltiamo un bel po’ in avanti nel tempo e arriviamo al 1979. Fu in quest’anno che nell’area di Pietraroja avviene un ritrovamento del tutto straordinario: il fossile di un cucciolo di dinosauro risalente al periodo del Cretaceo inferiore, il primo rinvenuto in Italia, lo Scipionyx Samniticus, ribattezzato per tutti Ciro.
Si tratta di un dinosauro lungo poche decine di centimetri, un cucciolo, appunto, che tuttavia, per il sorprendente stato di conservazione, che ha restituito anche gli organi interni, rappresenta una scoperta senza precedenti. Sulle prime chi ritrovò il fossile non ne comprese la portata straordinaria che venne alla ribalta solo molto più tardi, negli anni 90 del secolo scorso.
La scoperta ebbe grande risalto: la presenza, oltre ai resti della struttura ossea, delle parti molli, la muscolatura, il fegato, i reni, lo stomaco, hanno permesso di ricostruire con maggiore certezza la vita di questi giganti della preistoria. L’esemplare o meglio i suoi “genitori”, molto simili al noto velociraptor, erano soliti attaccare le prede muovendosi in gruppo, in modo da poter avere la meglio anche su esemplari ben più grandi, che venivano arpionati con l’artiglio ben visibile sulla zampa.
La scoperta di “Ciro” è particolarmente importante anche nella datazione dell’Italia come terra emersa. Fino alla scoperta infatti, si riteneva l’Italia una terra giovane, emersa solo 40-50 milioni di anni fa. Il rinvenimento di Ciro, un abitante dell’Italia risalente al Cretaceo, quindi a circa 110 milioni di anni fa, ribalta completamente ogni teoria precedente: l’attuale Italia era sì sommersa, ma alcune parti di essa emergevano come isolotti tropicali, con acque salmastre poco profonde. E fu proprio in queste acque, secondo un assai plausibile ricostruzione fatta dagli studiosi, che il nostro cucciolo di dinosauro cadde, morendo annegato e subendo nel tempo il processo di fossilizzazione, protetto da fango e sedimenti, che lo ha portato fino a noi.
Il Paleolab, il museo multimediale di geologia e paleontologia realizzato nel 2005, ricostruisce, attraverso un’esposizione ricca ed affasciante, la vita a Pietraroja e in Italia nel corso delle ere geologiche. Il percorso inizia con l’ascensore geologico, grazie al quale il visitatore ripercorre a ritroso in pochi minuti un suggestivo viaggio nel tempo, per proseguire, con l’ausilio di filmati e materiale interattivo, attraverso la scoperta di tettonica a placche, deriva dei continenti, vulcani, terremoti e tutto quanto ha portato il nostro pianeta ad assumere, nel corso di milioni di anni, le caratteristiche che conosciamo. Notevole per quantità e stato di conservazione la raccolta di fossili esposta. Non mancano spazi dedicati alla didattica, con laboratori ed esperimenti pensati per coinvolgere i più piccoli.
Al momento della nostra visita, purtroppo, la manutenzione del sito non appare all’altezza dell’importanza del luogo: il giacimento fossilifero visibile all’esterno del Museo, ovvero l’area da cui provengono tutti i fossili rinvenuti, incluso lo Scipionyx Samniticus, si presenta in stato di abbandono, non accessibile e invaso dalle erbacce, un vero peccato visto l’enorme potenziale dell’area.
Il museo di Pietraroja, tuttavia, resta un’attrazione che ha tutte le carte in regola per affascinare grandi e piccoli, coinvolgendo nell’esperienza unica e suggestiva di un vero e proprio viaggio nel tempo.