Solide radici per pensieri leggeri: Vinarte, il Sannio d’avanguardia

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La leggerezza come chiave di  lettura di un sentire comune, la leggerezza come cifra stilistica o attitudine, la leggerezza come tema guida che accompagna Vinarte 2016, kermesse che da giovedì 4 a mercoledì 10 agosto animerà il centro storico e il castello dell’antico borgo di Guardia Sanframondi (BN) . La rassegna si colloca all’interno della XXIII edizione di Vinalia e sceglie per la terza volta, dopo il successo dello scorso anno e gli Sgabelli Cinesi del 2012, come Direttore artistico Giuseppe Leone.  “La leggerezza non è superficialità, ma è planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore- scriveva Italo Calvino. Credo non ci siano parole migliori per descrivere quel sentimento leggero, ma profondo, con cui quest’anno mi avvicino a Vinarte. Nelle vesti di Direttore artistico, ma soprattutto nei panni di cittadino sannita, ben abbraccio il tema della rassegna: Custodire un dono, scenari sostenibili per la viticultura sannita – identita’  contadine precise e leggere, intuendo ancora una volta il potenziale di un territorio che sa puntare sulle sue eccellenze, enologiche e culturali, lungi dal processo di banalizzazione del territorio rurale. Basi solide per un pensiero leggero che possa porre un freno al degrado dei sistemi collinari” spiega Leone che quest’anno sarà affiancato da Luciano Ferrara, coordinatore della sezione fotografica e protagonista dell’esposizione con 11 stampe che raccontano i Riti settennali di penitenza in onore dell’Assunta.  Una processione di uomini incappucciati che si battono il petto con delle spugne appuntite, il rosso del sangue che sgorga delle ferite aperte e si imprime sulle tuniche bianche. Le stampe di Ferrara (stampa fine art 50×70) saranno eccezionalmente a colori e, scattate nel 2003, saranno per la prima volta presentate al pubblico e  acquistabili per l’occasione. Vinarte sarà anche il momento ideale per svelare in anteprima il progetto laboratoriale Officina Reporter. L’ esperimento collaborativo si sviluppa in 12 laboratori fotografici tra cui ben si collocano 43 giovani fotografi. Il lavoro di questa nuova generazione fotografica sarà svelato il 21 Settembre presso il Complesso di Santa Sofia di Salerno, per fare poi tappa a Villa Pignatelli – Casa della Fotografia.

In mostra lungo le vie del borgo ci saranno 13 artisti che indagheranno  il tema della leggerezza, intesa non come sguardo distratto e approssimativo, ma come approccio epidermico e sensibile che si fa portavoce di un’arte agile, sorella dell’aria. Per la sezione scultura  Mariano Goglia e  Carmine Maffei , capaci con i loro scalpelli leggeri di modellare una materia che si fa sempre più simile al vento. Pasquale Natale e  Leopapp indagano invece pittoricamente  il paesaggio e, rispettivamente, quello rurale e quello urbano.  Vito Pace, che ha scelto Guardia Sanframondi come suo buen retiro, è artista dalla pennellata primitiva e poliedrica mentre Antonio Magnotta riabilita il kitsch con le sue serafiche e voluttuose Veneri.  Xu Lishou e  Ma Xiaojing , con stili diversissimi e personalissimi rielaborano quel sentire lieve che accarezza da sempre la visione artistica cinese, mentre Valdemaras Semeska, affermato artista lituano, presenta quattro ironiche Cariatidi a grandezza naturale che cercano di sollevare il mondo. La novità di questa terza edizione è la promozione, da parte del Direttore artistico Giuseppe Leone e del coordinatore della sezione fotografica Luciano Ferrara, del genius loci, per una continuità del capitale umano e culturale del territorio. Sono stati così selezionati quattro artisti guardiensi: il pittore Raffaele Bencivenga, con i suoi astrattismi dalla notevole forza cromatica, e la fotografa Germana Stella Sebastianelli,  che sa raccontare con i suoi scatti l’intimità e l’innocente sensualità del corpo nudo. Ai due si aggiungono Federica Assini e  Mariagrazia Pigna che esporranno presso gli spazi della Domus Paladino del Castello, inaugurata per l’occasione.

Guardia Sanframondi si disegna così per qualche giorno una nuova veste, fatta di arte e fotografia e che, nell’intento di costruire di un’economia che si possa dire anche culturale, getta le basi per futuri rurali solidi, ma al contempo, leggerissimi.