Usa, l’ambasciata di Washington celebra i successi italiani nella ricerca

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Il 9 aprile l’Ambasciata d’Italia a Washington ha celebrato la prima Giornata della ricerca Italiana nel Mondo con un evento dal titolo “Bridging Italy and the US through science”. La conferenza è stata aperta dall’Ambasciatore d’Italia a Washington Armando Varricchio e dal viceassistente del Segretario di Stato per la Scienza, lo Spazio e la Salute, Jonathan Margolis. La conferenza, incentrata sulla collaborazione nel campo della ricerca scientifica e tecnologica tra Italia e Stati Uniti e sulle sue future prospettive, è stata moderata dal professor Giorgio Einaudi e ha visto la partecipazione di Giorgio Bellettini, Pier Paolo Pandolfi, Elisabetta Vitali e Rita Colwell. L’iniziativa si è svolta nel contesto della prima Giornata della ricerca Italiana nel Mondo annunciata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca alla Farnesina nel corso della Riunione degli Addetti Scientifici a inizio febbraio con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori italiani all’estero. La giornata cade ufficialmente il 15 aprile, data della nascita di Leonardo da Vinci, la cui scomparsa verrà invece ricordata nel 2019 in occasione del cinquecentesimo anniversario.
Nel corso del suo intervento di apertura, l’Ambasciatore Varricchio ha sottolineato come “la collaborazione in campo scientifico e tecnologico tra Usa e Italia abbia registrato grandi successi nel corso degli ultimi 30 anni e come grazie alla passione e all’impegno dei ricercatori, dei professori e degli scienziati italiani negli Usa si siano ulteriormente consolidati i rapporti tre i due paesi e le rispettive comunità scientifiche”. La presenza negli Stati Uniti di oltre 15.000 ricercatori italiani secondo i dati della National Science Foundation (NSF) e di un numero di docenti italiani nelle Università americane cresciuto di oltre il 6% l’anno nell’ultimo decennio (fonte Ocse), rappresenta una vera risorsa ed un’opportunità per rafforzare la cooperazione bilaterale. Il network di ricercatori e scienziati, quali ad esempio ‘Italian Scientists and Scholars in North America Foundation’ (ISSNAF), con un bacino di circa 4.000 registrati, consente di coltivare le interazioni tra i ricercatori italiani negli Stati Uniti e tra questi e i colleghi italiani che operano in Italia. La collaborazione in tale area beneficia anche dell’Accordo bilaterale di Cooperazione Scientifica e Tecnologica firmato nel 1988 ed aggiornato ogni tre anni da una Dichiarazione Congiunta, sottoscritta dai due Paesi per definire e promuovere le azioni specifiche di attuazione dell’Accordo attraverso l’istituzione di gruppi di lavoro bilaterali tematici con un piano per la realizzazione di un ampio programma di attività.