Sud, credito d’imposta, riforma fiscale. Il masteplan di Enzo Boccia

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Defiscalizzazione e decontribuzione dei premi di produzione e maggiore velocità nell’approvazione dei decreti attuativi. Così, secondo Enzo Boccia, numero uno della omonima Arti Grafiche e presidente del comitato Credito e Finanza di Confindustria, si può garantire crescita all’economia del Sud e sviluppo al Paese. L’imprenditore salernitano, in un’intervista rilasciata oggi al Mattino, dichiara che “la decontribuzione dei premi di produzione inseriti nei contratti di secondo livello può partire dal Mezzogiorno e essere poi estesa a tutto il Paese. L’intero ammontare del premio resterebbe nelle tasche del lavoratore e in questo modo si offrirebbe vero slancio alla ripresa economica”. 

Tempi stretti per il credito d’imposta
L’altro grande tema che Boccia affronta è quello del cosiddetto time to maket “vale a dire – precisa lui stesso – l’intervallo di tempo che passa tra l’annuncio di un provvedimento e la sua reale attuazione”. Il riferimento è al credito d’imposta. “Servono tempi rapidi e certi”, dice l’esponente di Confindustria al Mattino. Non solo. “Potrebbero verificarsi altri problemi. Il primo: chi sta per investire si ferma nell’attesa che entri in vigore questo provvedimento. Il secondo: l’Esecutivo potrebbe fermarsi al solo credito d’imposta e non pensare a come trasfomare la ripresa in crescita”. La misura, comunque, “è valida, aiuta chi investe e riduce il global tax rate delle imprese”. 

Occupazione, opportunità a senso unico

Crescita, per Boccia, significa “sostenere gli investimenti privati perché è solo in questo ambito che è possibile creare occupazione”. Il motivo è presto detto. “Tra tagli agli sprechi e spending review il settore pubblico non può nè investire nè riprendere ad assumere personale”. Crescita, però, è anche “aumento della produttività e in questo senso bisogna pensare a misure di reale sviluppo, certo se avessimo fatto la riforma del lavoro dieci anni fa ora saremmo in una situazione migliore – è il pensiero di Boccia – però anche la Germania ci ha messo dieci anni.