Tokyo arretra, si raffreddano le aspettative degli investitori

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Il punto della mattinata. Il Ftse Mib segna -1,29%, il Ftse Italia All-Share -1,23%, il Ftse Italia Mid Cap -0,77%, il Ftse Italia Star -0,34%.

Mercati azionari europei in calo. DAX -0,4%, CAC 40 -0,6%, FTSE 100 +0,2%, IBEX 35 -0,8%.

Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,1 per cento circa. 
Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,30%, Nasdaq Composite -0,05%, Dow Jones Industrial -0,42%.
Tokyo in flessione con l’indice Nikkei 225 che chiude a -1,43%. 
Borse cinesi positive: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +1,20%, a Hong Kong l’Hang Seng segna +0,6% circa.
Euro in leggero recupero contro dollaro, tocca i massimi da venerdì a 1,1020. EUR/USD al momento tratta a 1,10 circa. 
Mercati obbligazionari eurozona positivi. Il rendimento del Bund decennale scende di 2 bp a -0,06%, quello del BTP cede 1 bp all’1,23%. Lo spread sale di 1 bp a 129.
Lunedì gran parte delle coppie di valute ha annaspato, l’EUR/USD è passato di mano fra 1,0960 e 1,10. La moneta unica ha reagito sommessamente ai dati IFO sul clima delle aziende superiori alle attese, calati a 108,3 punti a luglio (a fronte dei 107,5 previsti) dai 108,7 del mese precedente. 
Il dato più basso suggerisce che i responsabili delle aziende tedesche prevedono effetti negativi sulle prospettive economiche. 
Stornati i guadagni di venerdì scorso, martedì gli investitori sono tornati sugli asset rischiosi. L’EUR/USD è risalito a 1,1021 a Tokyo, dal momento che gli investitori hanno liquidato le posizioni lunghe in dollari. 
Nelle negoziazioni notturne, lo yen giapponese è salito bruscamente: infatti gli investitori temono che la BoJ possa non essere all’altezza delle aspettative alla prossima riunione di politica monetaria che si terrà venerdì. L’USD/JPY è crollato dell’1,55% a 104,30 dopo aver toccato quota 107,49 giovedì scorso. Lo yen rimarrà molto sensibile alle voci e alle oscillazioni della propensione al rischio sul mercato man mano che ci avviciniamo alla decisione di venerdì. Per ora, il mercato crede che la BoJ deluderà di nuovo, anche se non è da escludere un capovolgimento, che spingerebbe al ribasso lo yen. 

Malgrado il surplus inferiore alle attese (127 mln di NZD rispetto ai 150 previsti e ai 348 precedenti), il dollaro neozelandese ha compiuto un forte balzo contro il biglietto verde, guadagnando lo 0,68% e portandosi a 0,7045 USD. La spinta è venuta dalle cifre incoraggianti sulle esportazioni (l’export di prodotti caseari è cresciuto del 13,6% m/m, quello del greggio dell’83,8% m/m dopo la contrazione pari al 25,2% registrata a maggio mentre solo le esportazioni di frutta sono rimaste stabili, salendo del 7,6% m/m. Su base annua, a giugno le esportazioni sono aumentate del 2,6% e le importazioni sono calate del 4,6%. Nonostante questa spinta positiva per il Kiwi(NZD) gli analisti consigliano cautela dal momento che dalla RBNZ si attenderebbero nuovi stimoli. 

Borse asiatiche
Alla riapertura dei mercati in Asia deciso arretramento di Tokyo, a causa del rafforzamento dello yen, salito ai massimi di oltre una settimana sul dollaro Usa. Evidentemente gli investitori hanno ridimensionato le aspettative sull’entità del nuovo piano di stimolo che dovrebbe uscire dalla riunione della BoJ del prossimo venerdì.
Secondo quanto riporta il quotidiano Nikkei, il programma, che indiscrezioni davano in crescita fino a 20.000 miliardi di yen (174 miliardi di euro al cambio attuale) dovrebbe limitarsi a “soli” 6.000 miliardi (52 miliardi di euro) di cui 2.000 miliardi (poco più di 17 miliardi di euro) per l’attuale esercizio. 
Sul fronte macroeconomico, in giugno il Corporate Services Price Index (Cspi, l’indice dei prezzi dei servizi alle imprese) segna in Giappone un progresso annualizzato dello 0,2% invariato rispetto a maggio (0,3% in aprile) e contro lo 0,1% di crescita atteso dagli economisti. Il risultato è stato un declino dell’1,43% per il Nikkei 225 (performance simile per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dell’1,39%). In deciso progresso, invece, la seduta di Seoul, anche in scia a dati sulla crescita del Pil nel secondo trimestre in accelerazione e oltre le attese del mercato. Il Kospi ha guadagnato lo 0,75% al termine delle contrattazioni.

Sul fronte delle materie prime, petrolio (in declino del 4% nelle ultime quattro sedute) e oro sono in moderato recupero. Nonostante Tokyo, complessivamente la seduta è in tono positivo per la regione, con l’indice Msci Asia Pacific, Giappone escluso, che si apprezza moderatamente e continua a muoversi non lontano dai massimi degli ultimi nove mesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi, come pure lo Shenzhen Composite per altro, guadagnano circa l’1% a circa un’ora dalla chiusura.

Leggermente migliore la performance dell’Hang Seng di Hong Kong (e dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). Dopo essersi mosso in altalena intorno alla parità per gran parte della seduta, l’S&P/ASX 200 di Sydney evita di chiudere in negativo e segna un progresso comunque limitato allo 0,07% al termine degli scambi.

Borsa Usa
La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta della settimana in ribasso. Il Dow Jones ha perso lo 0,42%, l’S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq Composite lo 0,05%. Male in particolare il settore energetico in scia al calo del petrolio (Wti -2,40% a 43,13 dollari al barile).

I dati macro attesi oggi
Martedì 26 Luglio 2016
15:00 USA Indice S&P-Case/Shiller (prezzi abitazioni) mag;
15:45 USA Indice Markit PMI servizi (preliminare) lug;
16:00 USA Vendite abitazioni nuove giu;
16:00 USA Indice fiducia consumatori (Conference Board) lug.