Premio Italia a Tavola, accoglienza riparta dall’innovazione

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Bergamo, 10 apr. (Labitalia) – Ripartire dall’innovazione nei settori del food e dell’accoglienza. Questo l’appello lanciato in occasione della decima edizione del ‘Premio Italia a Tavola’, che si è svolto a Bergamo, con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Bergamo, Camera di commercio di Bergamo e Università degli studi di Bergamo e con Consorzio Grana Padano, TrentoDoc e Consorzio Mozzarella di Bufala e Pentole Agnelli come main sponsor. Un dibattito che ha messo a confronto esperti e attori del settore.

Per Vincenzo D’Antonio, esperto di digital marketing, “l’innovazione è intesa come la capacità di arrecare valore distintivo a beneficio del cliente e il marketing volto ad individuare mercati e business emergenti”. “Nuovi scenari si aprono – ha spiegato – sull’anywhen, sull’anywhere, che include le esperienze del ‘dine in as dine out’, e quindi orizzonti nuovi per un take away nobilitato, su nuovi layout in funzione di rinnovate abitudini di fruizione e il cosiddetto ‘fattore D’, ove D sta per ‘dati’ e per ‘dashboard’, il cruscotto aziendale in assenza del quale governare l’impresa diviene arduo”.

A far sentire la voce degli esercenti Roberto Amaddeo, presidente della Fidepet-Confesercenti Bergamo, sottolineando “il ruolo naturale del buon cibo quale diffusore della cultura del territorio”, e Giovanni Zambonelli, presidente di Ascom Albergatori Bergamo, richiamando fra i mutamenti di scenario “la commutazione da tariffe stabilite su base annua a pricing dell’istante”. Roberta Garibaldi, docente all’ateneo bergamasco, ha illustrato gli esiti di una sua recente ricerca, da cui emerge come sia crescente la tendenza del turista a privilegiare mete che siano attrattive per vivere esperienze enogastronomiche e come su questo impattino le nuove tecnologie.

Per Luca Sannino, managing director inbitcoin e docente Sda, “notevoli sono i vantaggi generati da un utilizzo consapevole della blockchain anche nel food”. Carlo Vischi, di H Farm e advisor di Grow The Planet, ha evidenziato come nel settore dell’hospitality la tecnologia ha abilitato l’insorgere di nuovi soggetti di mediazione. Gianluca Fusto, nell’imminenza dell’opening su Milano di un suo laboratorio di pasticceria, ha fatto notare quanto la tecnologia faciliti la ‘contaminazione’. Angelo Agnelli, patron dell’azienda bergamasca Pentole Agnelli, con 111 anni di vita, ha evidenziato quanto la rete aiuti nel raccontare il prodotto e i momenti di convivialità che accompagna.

Al centro del dibattito anche l’impatto con IoT (Internet of Things) e AI (Artificial Intelligence), che si materializzano, per esempio, nel robot umanoide realizzato, in collaborazione con il Ciset di Venezia, da Jampaa, di cui è patron Marco Vescovi, che ne ha evidenziato la funzione di rispondere a domande ‘banali’ e incamerare nel contempo informazioni volte a un miglioramento continuo delle prestazioni. Giovanni Romito, esperto dell’area innovazione, social media e app, ha esposto lo scenario che può emergere dall’uso di tavoli intelligenti e connessi nei locali della ristorazione. Da parte sua, Michele Simonato, del team Research Hub Electrolux Professional, ha dimostrato come, in ottica generazione Millennials e Z, il fast food, grazie all’innovazione di processo e all’attenzione agli ingredienti, cessa di essere una sorta di ‘junk food’ e può divenire cibo di alta qualità.

Testimoni del mutamento in atto anche gli chef: Umberto Bombana, patron di ‘8 ½ Bombana’ a Hong Kong, tre stelle Michelin, ha fatto notare come, grazie alla tecnologia, nel suo ristorante si attua il ‘lean store’, ovvero una gestione snella di cantina e cambusa. Enrico Derflingher, neo-rieletto presidente di Euro-Toques Italia, patron di sei locali a Taiwan, ha lanciato spunti di riflessione sulle problematiche di approvvigionamento di cibo made in Italy, attualmente rese meno complicate proprio grazie alle conoscenze che la rete innerva. Anche Niko Romito, chef e patron del ristorante ‘Reale’ di Castel di Sangro (Aq), tre stelle Michelin, ha raccontato la sua esperienza volta alla continua ricerca della qualità, lavorando sia sul prodotto che sul processo, e come, anche in questo caso, le nuove tecnologie svolgono un’utile funzione abilitante.