Secondo scivolone per Joe Biden

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In foto Anatoly Antonov
Molti lo avevano previsto, pochi ci credevano, ma i Tam Tam negativi sui temi della distensione durante le elezioni USA ci sono stati, e ora si presentano le evidenze. La Russia ha richiamato il proprio ambasciatore negli Stati Uniti Anatoly Antonov  dopo i commenti sul presidente russo Vladimir Putin fatti dal presidente statunitense Joe Biden durante

un’intervista data martedì al canale televisivo statunitense ABC News.
Nell’intervista Biden stava commentando la possibilità che il governo russo abbia cercato di favorire la rielezione di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2020, senza successo, come sostenuto dall’intelligence statunitense in un rapporto appena pubblicato. Biden ha detto che il presidente russo Vladimir Putin avrebbe “pagato il prezzo» della sua intromissione nelle elezioni americane. Rispondendo alla domanda del giornalista che gli chiedeva se ritenesse Putin un assassino, inoltre, Biden ha risposto: «Sì, lo penso”. Il ministero degli Esteri russo ha dichiarato in un comunicato di aver per questo richiamato a Mosca il proprio ambasciatore negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, per discutere del futuro delle relazioni tra Russia e Stati Uniti. La decisione, spiega il comunicato, è stata presa per assicurare che i legami tra i due paesi non si danneggino in modo irreparabile. Ora i media dicono erroneamente che si è passati da un presidente, Trump, che andava in accordo con Putin, ad uno democratico che gli avrebbe volentieri fatto guerra. Non è vero. Trump ha avuto i suoi problemi con Putin e dopo un inizio tiepido si è finiti con la solita politica avversa alla Russia che ha coinvolto l’Europa con i temi e le conseguenze dell’embargo. La differenza e’ che invece si è passati da un presidente che riteneva la pace un arma per il futuro è chi invece ritiene  il contrario. Ricordiamoci il miracolo distensivo compiuto con la Corea del Nord in un momento in cui persino il Papa temeva le conseguenze. Ora si fabbricano cose non vere perché, forse, le fabbriche delle macchine da guerra con Trump sono rimaste a bocca asciutta. Trump ha isolato gli USA con una politica protezionista che eludeva la guerra contro i nemici di sempre; Biden allarga la sua egemonia sull’Europa portandola con la sua ala pericolosa a ritornare ad una guerra fredda ancora più pericolosa. In questo momento agli USA non giova mettersi contro altre potenze e nemmeno la questione dei vaccini, motivo del primo scivolone di Biden, non si muovono dal protezionismo assunto : la partecipazione  del presidente americano Joe Biden al Consiglio europeo è un segnale importante per il rilancio dei rapporti tra Unione europea e Stati Uniti, come ha ricordato  in Parlamento il presidente del Consiglio Mario  Draghi. Dopo la relazione turbolenta sotto l’Amministrazione Trump, “è tempo di ricostruire la nostra alleanza transatlantica”,  ha detto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Sicuramente Biden farà presente agli europei la necessità di prendere posizioni più nette nei confronti di potenze autoritarie e rivali, come la Cina e la Russia. E questo nel concreto, secondo Washington,  vuol dire rimettere in discussione gli accordi commerciali con Pechino e rinunciare al  gasdotto Nord Stream 2 con la Russia.