Udc, conti in rosso. Partito a rischio

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Conti in profondo rosso nel 2015, l’Udc rischia il default. Il partito di Lorenzo Cesa ha chiuso l’ultimo bilancio, approvato dalla Direzione nazionale del 31 maggio scorso, con un patrimonio netto negativo di 3milioni 525mila 146 euro, debiti complessivi per 1 milione 231 mila 554 euro e un disavanzo d’esercizio di oltre 800mila euro. Un “deficit patrimoniale”, che unito a ”una forte tensione finanziaria”, si legge nella nota integrativa, ha costretto il movimento centrista a ”proseguire anche per il 2016 le necessarie azioni” di risanamento, già avviate sin dall’inizio del 2012, per ”ridurre, da un lato, il più possibile le spese di ordinaria gestione e, dall’altro, incrementando le contribuzioni volontarie e il tesseramento”. Gli effetti di queste azioni, grazie anche all’incasso dei residui crediti, assicura il tesoriere Salvatore Ruggieri, ”consentiranno l’adempimento delle proprie obbligazioni e il proseguimento dell’attività del partito, quantomeno nell’immediato futuro”. L’Udc, ha disponibilità liquide per 398mila 351 euro e crediti per 524mila 791 euro (quest’ultimi esigibili entro l’anno in corso): in totale quasi un milione di euro. Ma l’intera somma, ”ad oggi” risulta pignorata, ”a causa di controversie legali promosse dai creditori del partito e da una ex dipendente dirigente”. Non solo: le “stesse risorse finanziarie disponibili e pignorate poi”, precisa l’amministratore unico, ”non sono sufficientemente adeguate a coprire l’intero ammontare dei debiti in essere”. Per “questo motivo”, sono state avviate, già nel 2015, e sono proseguite nel 2016, una “serie di transazioni con i creditori per poter svincolare tali somme e ottenere quella liquidità necessaria e indispensabile per adempiere alle proprie obbligazioni”. Finanze ridotte all’osso, dunque, non solo perchè si è prosciugato il rubinetto dei contributi statali (passato dagli oltre 4 milioni di euro del 2013 a zero), ma anche per lo scarso apporto delle ‘contribuzioni liberali’ (appena 16mila euro), tra ‘oboli’ dei parlamentari, donazioni di privati e imprese.