Dalla moda ai cibi: il made in Campania in Giappone

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A cura di Alfonso Vitiello L’Italia è uno dei principali paesi esportatori in Giappone di beni di largo consumo: dall’ abbigliamento ai gioielli, dalla ristorazione e dall’alimentare all’arredamento. E Napoli occupa un A cura di Alfonso Vitiello L’Italia è uno dei principali paesi esportatori in Giappone di beni di largo consumo: dall’ abbigliamento ai gioielli, dalla ristorazione e dall’alimentare all’arredamento. E Napoli occupa un posto rilevante nella catena distributiva. La sua presenza è in costante crescita in particolar modo nell’abbigliamento. Per quanto riguarda le altre città campane, dopo Napoli (gemellata con la bellissima Kagoshima dal 8 dicembre del 1960), c’è Salerno ( gemellata con Tono dal 1984), quindi Avellino, Caserta e Benevento. Ottimo l’interscambio nel settore turistico: numerosi sono i gruppi giapponesi che prenotano B&B in Campania per fare un giro tra le rovine di Paestum, ad Amalfi o a Ravello, attratti dal mix di cultura, arte, storia e cucina che la regione è in grado di offrire. Tra i giovani giapponesi si sta inoltre diffondendo la moda delle nozze celebrate secondo il rito cattolico. Volete un consiglio? Svolgete un’approfondita indagine di mercato, c’è da guadagnare. Antico e consolidato è poi il legame con Torre del Greco. La città, nota in tutto il mondo per la produzione di coralli e cammei, ha rapporti commerciali con il Giappone dal 1800. Anche il settore calzaturiero campano ha visto aumentare le sue esportazioni in Giappone. Così come l’agroalimentare il quale cresce, in particolare, grazie a prodotti della serie “ottimi per la salute”, come quelli biologici: rispettosi dell’ecosistema, senza residui di fitofarmaci o concimi chimici, e a basso impatto ambientale. In Giappone, dopo il disastro di Fukushima, c’è grande interesse per tutti i prodotti che privilegiano la tutela della salute e dell’amibiente. Sempre più conosciuto in Giappone il vino rosso campano. Negli ultimi dieci anni è molto cresciuta la sua presenza nel mercato ipponico; come pure quella delle aziende che producono pomodori pelati e olio (che viene anche usato nelle classiche Onsen, le terme giapponesi) e frutte secche come nocciole, noci (richiestissime nel periodo di Natale). La pasta occupa una posizione importantissima. I giapponesi preferiscono le paste con semole accuratamente selezionate come quelle di Gragano, le quali costituiscono un fiore all’occhiello per l’intera produzione nazionale. Per finire: gli intarsi di Sorrento, le ceramiche di Vietri e di Capodimonte, si trovano anche nei supermercati e nei dpt stores da Tokyo a Kobe, città famosa per le perle coltivate (e storica colonia torrese).