Default pilotato
ma Atene smentisce

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A cura di Antonio Arricale La Grecia, secondo alcune fonti, si starebbe preparando all’opzione di fare default sul debito. Questo il destino – per molti ineluttabile – di Atene, a meno che A cura di Antonio Arricale La Grecia, secondo alcune fonti, si starebbe preparando all’opzione di fare default sul debito. Questo il destino – per molti ineluttabile – di Atene, a meno che non si raggiungerà un accordo con i creditori internazionali entro la fine di aprile. Il governo, che sta perdendo progressivamente liquidità e che ha sempre meno fondi per pagare gli stipendi agli statali e le pensioni, ha deciso che, se non ci sarà alcun accordo, di non rimborsare i prestiti erogati dal Fondo Monetario Internazionale, del valore di €2,5 miliardi, dovuti a maggio e giugno. “Siamo arrivati alla fine del processo…se gli europei non erogheranno i soldi del bail out, non ci sarà alternativa (al default)“, ha detto un funzionario governativo. Ieri, l’ipotesi di default è stata rilanciata da un articolo del Financial Times, nel quale si affermava appunto che “è un’ipotesi concreta, che il governo Tsipras sta vagliando nel caso in cui non riesca a raggiungere un accordo con la Troika (il gruppo formato da UE, BCE ed FMI) entro fine aprile”. Va ricordato che fra maggio e giugno verrebbero a scadere 2,5 miliardi di prestiti concessi dal Fondo Monetario e, prima di queste scadenze, Atene deve trovare il danaro per pagare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici. Sebbene l’ipotesi del default sia tornata in auge, Atene ha smentito questa possibilità, affermando che i “negoziati stanno procedendo velocemente verso una soluzione condivisa“. Un default greco rappresenterebbe – è evidente – uno shock senza precedenti per l’Unione monetaria dell’Europa e si verificherebbe solo cinque anni dopo che la Grecia ha ricevuto il primo del due bailout che, insieme, hanno un valore di 245 miliardi di euro. Secondo alcuni, peraltro, l’avvertimento su un imminente default potrebbe essere anche una tattica per avere maggior potere nelle trattative. Quel che è certo è che il tempo stringe e, la scorsa settimana, la task force dei ministri delle finanze europei ha dato solo una settimana al governo greco per presentare una nuova lista di riforme, giacché il piano precedente non ha fatto presa sui suoi creditori. Borse asiatiche Borse asiatiche incerte questa mattina. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni poco mosso rispetto a ieri attestandosi a 19908 punti (+0,02%) mentre Hong Kong arretra dell’1% ritracciando dopo il bel rialzo dei giorni scorsi. Leggera crescita per la borsa cinese con l’indice principale che guadagna lo 0,3% mentre Seoul ha chiuso con un progresso dello 0,61%. Gli addetti ai lavori attendono i dati che verranno rilasciati nel corso della settimana in Cina, importanti per verificare se il calo registrato di recente dalla seconda economia mondiale sia confermato o meno e quali possano essere di conseguenza le decisioni da parte del governo in merito ad un intervento di nuovi stimoli che possa rilanciare la crescita. Per quanto concerne la borsa giapponese invece la pausa sembra imputabile al raggiungimento di un livello psicologico da parte del Nikkei, quello dei 20000 punti, che ha probabilmente agevolato le prese di beneficio dopo il recente rialzo. Nessun dato macroeconomico rilevante era atteso per la giornata odierna. In ambito societario invece da segnalare, secondo quanto riportato lunedì dal quotidiano francese Les Echos, che Nokia sarebbe prossima all’acquisizione delle attività nelle reti di telefonia mobile di Alcatel-Lucent. Secondo Bloomberg, le due società avrebbero valutato anche l’acquisizione in blocco di Alcatel da parte di Nokia, ma i finlandesi avrebbero optato per il solo business wireless. La divisione ha generato 4,7 miliardi di ricavi lo scorso anno, pari a circa un terzo del giro d’affari totale di Alcatel. Toyota Motor, secondo quanto riportano fonti citate da Reuters, spenderà 1 miliardo di dollari per costruire un nuovo impianto in Messico, nello Stato di Guanajuato. La fabbrica, con una produzione prevista in 200.000 veicoli l’anno (a partire dal 2019), darà lavoro a 2.400 persone. L’annuncio, atteso per mercoledì, metterebbe di fatto fine a uno stop agli investimenti da parte di Toyota durato tre anni. Borsa Usa A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in ribasso. Il Dow Jones ha perso lo 0,45%, l’S&P 500 lo 0,46% e il Nasdaq Composite lo 0,15%. L’agenzia Fitch ha confermato il rating a lungo termine degli Stati Uniti ad “AAA” con outlook stabile. Sul fronte societario prese di beneficio su General Electric -3,05%. Qualcomm -0,62%. Secondo il Wall Street Journal, Jana Partners ha chiesto alla società di studiare una seperazione delle attività dei chip da quelle dei brevetti con l’obiettivo di aumentare il valore delle azioni. Builders FirstSource +67,68%. Il produttore di materiali per costruzioni ha annunciato l’acquisto della rivale non quotata ProBuild Holdings per 1,63 miliardi di dollari. Wal-Mart Stores -0,42%. La famiglia del fondatore Sam Walt on cederà il 6% del capitale del numero uno al mondo della grande distribuzione. Netflix +4,42%. Ubs ha alzato il rating sul titolo dell’internet television network a buy da neutral. Ups -0,67%. Secondo quanto riportato domenica dalla rivista tedesca Wirtschaftswoche il gruppo delle spedizioni si preparerebbe a investire 1 miliardo di euro per ampliare il suo network di consegne espresso in Europa. Sears Holding +0,72%. La catena di distribuzione ha annunciato di aver costituito una joint venture immobiliare con Simon Property Group. Europa Le principali Borse europee hanno aperto la seduta negative. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,3%, il Cac40 di Parigi lo 0,05%, il Ftse100 di Londra lo 0,1% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,4%. Acquisti sul comparto legato alle risorse di base mentre perde terreno il settore auto. Tra i singoli titoli Alcatel-Lucent +14%. Il gruppo francese e la rivale Nokia (-6%) hanno confermato di aver avviato trattative per una fusione. Michelin -0,5%. Il produttore di pneumatici ha annunciato di aver acquistato il 40% di Allopneus SAS, società francese specializzata nella vendita su internet, per 60 milioni di euro. LVMH -0,6%. Il gruppo del lusso ha chiuso il primo trimestre con un giro d’affari di 8,323 miliardi di euro, in crescita del 16% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. A livello organico l’incremento è pari al 3%. Altice +2%. La casa madre di Numericable ha toccato un nuovo record storico. Royal Dutch Shell -0,2%. Jefferies ha tagliato il rating sul titolo del colosso petrolifero a hold da buy. Peugeot +0,2%. Il gruppo automobilistico potrebbe valutare una alleanza strategica dopo aver completato il processo di ristrutturazione. Lo ha detto il presidente Carlos Tavares. Italia Il Ftse Mib segna -0,03%, il Ftse Italia All-Share -0,09%, il Ftse Italia Mid Cap -0,50%, il Ftse Italia Star -0,32%. Settore lusso in correzione dopo le ottime performance di ieri. Debole Salvatore Ferragamo (-2,5%) penalizzata da un report di Exane, mentre Yoox (-0,8%) ha annunciato ieri pomeriggio che il CFO Guidotti ha rassegnato le dimissioni. Il colosso Francese LVMH (-0,8%) ha comunicato di aver chiuso il primo trimestre con ricavi in crescita del 16% a/a: al netto dei corsi valutari la crescita è stata del 3% contro quella del 5% registrata nel precedente trimestre. Partenza difficile per EI Towers (-2,6%) dopo che la Consob ha annunciato che l’offerta pubblica di acquisto e scambio su Rai Way (-0,9%) non è procedibile. Il Sole 24 Ore scrive che il fondo F2i potrebbe entrare in partita e rendere possibile l’operazione affiancando la controllata di Mediaset (+0,1%). Saipem (+2%) guadagna ulteriore terreno dopo il +3% di ieri in scia alla notizia secondo cui il fondo Dodge&Cox, comprando oltre sei milioni e mezzo di titoli (circa 1,48% del capitale) è salito al 12% del capitale. Un articolo di ieri di Repubblica parla del possibile ingresso di un nuovo partner come metodo per ridurre la partecipazione della controllante Eni (+0,2%). In verde Exor (+0,5%) e la controllata FCA (+0,1%). Il presidente e amministratore delegato del gruppo Exor John Elkann ha inviato un lettera agli azionisti in cui afferma di ritenere che “il settore (auto, ndr) debba ulteriormente consolidarsi ed è quello che accadrà in futuro”.


I dati macro attesi oggi Martedì 14 aprile 2015 10:00 EUR Indice dei prezzi al consumo Italia (Mensile) 10:30 GBP Indice dei prezzi al consumo (Annuale) 10:30 GBP Indice prezzi produzione acquisto (Mensile) 10:30 GBP Indice dei prezzi al consumo (Mensile) 11:00 EUR Produzione industriale (Mensile) 14:00 USD Discorso del Membro FOMC Kocherlakota 14:30 USD Indice prezzi produzione principali (Mensile) 14:30 USD Vendite al dettaglio beni essenziali (Mensile) 14:30 USD Indice dei prezzi di produzione (Mensile) 14:30 USD Vendite al dettaglio (Mensile) 16:00 USD Livello scorte magazzino aziende (Mensile) 22:30 USD Scorta Petrolio Settimanale API