Grecia, le borse vedono spiragli d’intesa

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A cura di Antonio Arricale

Jeroen DijsselbloemForse è la volta buona. L’intesa tra Grecia e creditori ancora non c’è ma, lasciando la Commissione Ue, ieri, a tarda ora, il presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha detto che “è stato un buon incontro, proseguiremo nei prossimi giorni“. Lo stesso Tsipras, uscendo, è apparso anche più fiducioso: “Sono ottimista, siamo molto vicini ad un accordo, abbiamo una base su cui discutere e nei prossimi giorni faremo ulteriori progressi, un accordo è in vista“. “Tra tutte le parti c’è accordo per mettere fine all’austerità e alle misure del passato, nessuno – ha aggiunto il premier greco – vuole più fare gli stessi errori“. E ha rassicurato sul pagamento della rata di venerdì. Il negoziato tra la Grecia e i suoi creditori entra, dunque, nella fase finale che non si presenta meno burrascosa delle precedenti, ma lascia intravedere spiragli per un accordo. Il premier Alexis Tsipras era volato a Bruxelles con la sua proposta, per incontrare a cena il presidente Juncker che ha posto sul tavolo una controproposta messa a punto con Merkel, Hollande, Draghi e Lagarde. La pressione per raggiungere un’intesa – anche dalla Casa Bianca – è alta, visto che Atene minaccia di far scattare il default domani, venerdì. I creditori sono disposti a negoziare ma “deve essere un accordo forte“, ha spiegato il presidente della Bce, e quindi deve incontrare le esigenze dei greci che vogliono la crescita, dei creditori che vogliono far quadrare i conti e dei Governi dell’Eurozona che non vogliono sconti speciali per Atene. Intanto le Borse europee vedono spiragli d’intesa e chiudono positive. Nella cena di Bruxelles è stato coinvolto anche il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, non invitato ufficialmente per non urtare il premier ellenico con cui non corre buon sangue. Ma serve la voce di tutti i rappresentanti dei creditori per far avanzare il negoziato tecnico, e quindi Juncker si terrà in contatto anche con Bce ed Fmi. Sul tavolo ci sono ancora due proposte: quella greca, che per Atene contiene il massimo delle concessioni possibili e che i creditori giudicano insufficiente, e quella dei creditori che invece si può limare ancora, ma si cerca una convergenza.

Borse asiatiche

Borse asiatiche contrastate questa mattina nonostante lo spiraglio di luce che si sta aprendo su una possibile risoluzione della crisi greca, almeno nell’immediato. Ed anche i segnali di ripresa dell’economia europea rappresentano un nuovo stimolo per i mercati azionari in generale. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni in crescita dello 0,07% cedendo terreno nel finale dopo essere stato per tutta la seduta ampiamente sopra la parità. Segno positivo anche a Seoul che guadagna lo 0,47% mentre Hong Kong e Shanghai segnano il passo con la prima che arretra dell’1,2% e Shanghai che fa registrare un ribasso più pesante attorno al 2,5%. In ambito macroeconomico segnali di ripresa per l’economia di Seoul. Secondo i dati preliminari diffusi dalla Banca centrale, infatti, nel trimestre allo scorso 31 marzo il Pil della Corea del Sud è cresciuto dello 0,8% su base trimestrale, contro lo 0,3% del precedente periodo e in linea con le attese degli economisti e con l’outlook dello stesso istituto centrale. Su base annuale l’incremento è stato del 2,5% contro il 2,4% del consensus e delle previsioni della Bank of Korea. Nel passato esercizio il progresso dell’economia sudcoreana è stato del 3,3% e del 2,7% nell’ultimo trimestre dell’anno. Markit ha invece comunicato che l’Hsbc Emerging Markets Index è calato in maggio a 50,7 punti da 51,3 punti di marzo. Pur rimanendo sopra la soglia che separa crescita da contrazione si tratta della lettura più bassa dal maggio 2014 con servizi e manifatturiero che hanno contribuito entrambi al rallentamento. Il dato, calcolato sulla base degli Hsbc Purchasing Managers’ Index delle 17 economie emergenti, è stato frenato ancora una volta dal Brasile, con Cina e India che hanno registrato i più bassi tassi di crescita rispettivamente in quattro e sette mesi. Segnali di ripresa, invece, dalla Russia. Pechino ha rivisto al ribasso al 50,2% dal 51,2% precedentemente stimato il contributo dei consumi interni sulla crescita del Pil nel 2014. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di statistica, investimenti ed export hanno invece contribuito rispettivamente per il 48,5% e l’1,3% contro il 54,2% e il -2,4% del 2013. Nello stesso esercizio i consumi avevano pesato per il 48,2% sul Pil, valore che sale al 52,9% nella media degli ultimi cinque anni. Da segnalare inoltre che la Banca centrale del Brasile ha aumentato di ulteriori 50 punti base a quota 13,75% i tassi d’interesse. La decisione di portare il Selic ai massimi dal gennaio 2009, presa all’unanimità, è stata commentata come nel precedente meeting dell’istituto centrale, mossa che secondo gli osservatori lascia la porta aperta a ulteriori rialzi, mirati al raggiungimento dei target d’inflazione al 4,5% entro la fine del 2016 dall’8,2% registrato in aprile. Sul fronte societario China National Nuclear Power, divisione di uno dei due produttori di reattori cinesi a controllo statale, ha comunicato di aver bloccato fondi per 1.690 miliardi di yuan (circa 242 miliardi di euro) per la sua Ipo di questa settimana, valore più alto degli ultimi sette anni. Gli investitori che vogliono partecipare a un collocamento azionario in Cina sono costretti a depositare le loro offerte che vengono congelate fino a quando quella c che è di fatto una lotteria non distribuisce effettivamente i titoli immessi sul mercato. China National Nuclear Power ha comunicato di aver prezzato la sua Ipo a Shanghai Stock Exchange a 3,39 yuan per azione, per una raccolta complessiva di 13,19 miliardi (circa 1,9 miliardi di euro).

Borsa Usa

Ieri sera a Wall Street l’S&P 500 ha terminato a +0,21%, il Nasdaq Composite a +0,45% e il Dow Jones Industrial a +0,36%. I future sui principali indici USA al momento sono in ribasso dello 0,4-0,6 per cento. Per la Federal Reserve, la crescita dell’economia Usa arranca, dopo un altro inverno rigido. Il Beige Book diffuso mercoledì dall’istituto centrale americano evidenzia come in sette distretti la crescita dell’economia in maggio sia stata “moderata” o “modesta”, mentre altri l’hanno descritta come “leggera”, “mista” o “costante”. Diversi economisti si aspettavano un rilancio degli Usa nel secondo trimestre dopo un difficile inizio del 2015, ma la ripresa sembra in fase di stallo. Un miglioramento è atteso per la seconda parte dell’anno, ma dovrà sempre fare i conti con il rafforzamento del dollaro. La stima ADP (National Employment Report) sul mondo del lavoro ha evidenziato, nel mese di maggio una crescita di 201 mila nuovi impieghi. Il dato è risultato superiore alle attese degli addetti ai lavori che si aspettavano un incremento di 200 mila posti di lavoro, in crescita rispetto alla rilevazione precedente pari a 165 mila unità, rivisto da 169 mila. Nel mese di aprile la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 40,88 miliardi di dollari, in calo rispetto al disavanzo di 50,57 miliardi del mese precedente e inferiore ai 44 miliardi attesi dagli economisti. Markit Economics ha comunicato che negli Stati Uniti in maggio l’indice PMI dei Servizi è sceso a 56,2 punti dai 57,4 punti del mese precedente, risultando anche inferiore alla stima f flash pari a 56,4 punti. L’indice ISM non manifatturiero è sceso nel mese di maggio a 55,7 punti dai 57,8 punti del mese precedente. Il dato è risultato inferiore alle previsioni degli economisti fissate su un indice pari a 57 punti. Sul fronte societario LinkedIn +4,15%. Jp Morgan ha inserito il titolo del social network per professionisti nella “U.S. equity analyst focus list”. Wendy’s +3,33%. La catena di fast food ha annunciato un programma di acquisto di azioni proprie da 1,4 miliardi di dollari. Boeing +0,39%. Il gruppo aerospaziale ha ricevuto un maxi ordine da Shenzhen Airlines. La compagnia cinese acquisterà 46 B737 per 4,3 miliardi di dollari. UnitedHealth Group +0,51%. Lo specialista dell’assicurazione sanitaria ha aumentato il dividendo trimestrale del 33% a 0,50 dollari per azione. Caterpillar +0,07%. Société Generale ha avviato la copertura sul titolo del produttore di macchine movimento terra con rating buy e target price a 110 dollari. Groupon +1,99%. Il sito di sconti e promozioni ha annunciato le dimissioni del Cfo Jason Child ed ha aumentato il buyback azionario. Guess +2,31%. Il gruppo di abbigliamento ha chiuso a sorpresa il primo trimestre in utile.

Europa

Mercati azionari europei decisamente deboli in avvio: DAX -1%, CAC 40 -1,5%, FTSE 100 -0,8%, IBEX 35 -1,1%. L’incontro di ieri sera a Bruxelles tra il premier greco Alexis Tsipras e il numero uno della Commissione europea Jean-Claude Juncker non ha portato a un accordo sul piano di riforme che Atene dovrà varare per ottenere i 7,2 miliardi euro di finanziamenti previsti dal piano di salvataggio e far fronte alle scadenze di pagamento estere e interne.

Italia

Il Ftse Mib segna -0,80%, il Ftse Italia All-Share -0,73%, il Ftse Italia Mid Cap -0,50%, il Ftse Italia Star -0,57%. Piazza Affari ieri ha chiuso in moderato rialzo una seduta caratterizzata dalle parole di Mario Draghi dopo la riunione della Bce che ha confermato i tassi al minimo storico dello 0,05%. Draghi ha dichiarato che il quantitative easing è efficace e non si interromperà prima del previsto. La Bce ha rivisto al rialzo la stima d’inflazione per il 2015 dell’Eurozona allo 0,3% rispetto allo 0,1% indicato a marzo. Sul fronte Grecia, il numero uno dell’Eurotower ha dichiarato di volere che la Grecia rimanga nell’euro con un accordo forte. Il governatore della Bce ha avvertito che “dobbiamo abituarci a un periodo di maggiore volatilità sul mercato obbligazionario”. E subito sono scattate forti vendite sul bund con il rendimento del decennale tedesco schizzato oltre lo 0,85%. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,13% a 23.608 punti. Tra le banche gli acquisti hanno premiato Popolare dell’Emilia Romagna (+0,82% a 7,985 euro), Intesa SanPaolo (+0,54% a 3,324 euro), Ubi Banca (+0,80% a 7,55 euro) e Unicredit (+1,31% a 6,525 euro). In negativo sono finiti Banco Popolare (-1,28% a 15,39 euro) e Popolare di Milano (-0,26% a 0,954 euro). Positiva Telecom Italia (+0,42% a 1,168 euro) che ha beneficiato di alcune dichiarazioni rilasciate da Gervais Pellissier, a capo delle operazioni europee di Orange, al Financial Times online. Il manager ha detto che Telecom Italia potrebbe essere oggetto di interesse per un possibile consolidamento in Europa da parte della società francese. Debole FCA (-0,27% a 14,50 euro) che ha annunciato di aver venduto a maggio negli Stati Uniti 202.227 vetture, che rappresentano un aumento del 4% rispetto allo stesso mese del 2014 e il miglior maggio dal 2005. Wdf (+0,09% a 10,13 euro) con Dufry in una nota ha annunciato i termini dell’aumento di capitale da 2,2 miliardi di franchi svizzeri (pari a circa 2,1 miliardi di euro) funzionale all’acquisizione di World Duty Free dalla famiglia Benetton.


I dati macro attesi oggi

Giovedì 4 giugno 2015

07:30 FRA Tasso di disoccupazione T1;

13:00 GB Riunione BoE;

14:30 USA Indice costo del lavoro (finale) T1;

14:30 USA Indice produttività del lavoro (finale) T1;

14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione.