Da oggi è lui che decide nel centrodestra

in foto Matteo Salvini

Chi l’avrebbe mai detto, prendere lezioni di politica da Salvini. Chapeau! Adesso non è leader solo grazie ai numeri. Non basta prendere qualche voto in più. Bisogna sapersi adeguare alle situazioni, rinunciare alle cariche istituzionali per offrirle agli altri, sfidare gli alleati, ascoltare l’opposizione, lanciare progetti, decidere e trascinare, convincere i dissidenti. Non contano solamente i numeri, soprattutto le idee e la personalità. A legislatura non ancora iniziata si percepisce già il cambiamento. L’arroganza si piega alla persuasione. Non serve impuntarsi né invocare diritti. Forse è finita davvero un’epoca. Speriamo che quella appena cominciata sia più onesta e vicina alle esigenze dei cittadini.

Per la strada ci sono tanti idioti, più grave è la politica
Non sono preoccupanti gli insulti sulla lapide dei caduti di via Fani. Ma se ne parla continuamente. Sono scritti da frustrati che, così, credono di superare il complesso d’inferiorità. Come quelli che uccidono la compagna. Falliti che togliendo una vita si identificano con chi la dà. Sono gli stessi che nell’anonimato inneggiano a Nassiriya o insultano la Boldrini. Che allo stadio se la prendono con l’avversario perché nero. Molto più grave è – ma nessuno ne sembra allarmato – che qualche senatore non applauda quando l’aula dedica una commossa standing ovation alla senatrice a vita, sopravvissuta alle persecuzioni razziali e al campo di sterminio nazista. Alziamoci in piedi e onoriamola noi!

Forse non siamo i peggiori, ma non è una gran consolazione
La Giustizia è lenta ovunque. Spesso arriva quando il crimine è andato a buon fine. Quindi inutile. Pare che Gheddafi gli abbia dato un sacco di soldi per la campagna elettorale. Forse per questo Sarkozy fu eletto presidente. Col raggiro talvolta cambia la Storia. Accadeva undici anni fa. Poi, il benefattore fu ucciso. Proprio su iniziativa della Francia. Ora non ci sono più testimoni. Sono morti tutti. Chi delinque pensa solo a raggirare la legge. E spesso ci riesce. Ma non ai figli che ne proveranno vergogna. Comunque vada a finire la vicenda processuale, la figura di merda sarà indelebile. Gli rimarrà appiccicata come un marchio. Con la sola differenza che, anziché essere impresso a fuoco, è di merda.

Un milione di posti di lavoro in più, sconfitta la disoccupazione!
Della fascia di povertà fanno parte molti lavoratori occupati. C’è, cioè, chi guadagna così poco da non arrivare alla fine del mese. Questo non è ammissibile in un paese civile. Non esiste un’autorità che vigili sulla retribuzione e sulla dignità dei dipendenti? Prima gli italiani anche nello sfruttamento, più degli sporchi negri che raccolgono pomodori. È comprensibile, che il disoccupato stenti a cavarsela. Ma chi lavora deve vivere dignitosamente. Quanto si guadagna nei call center? È con la paga bassa che si combatte la disoccupazione? Quindi, tanti giovani invecchiano in casa con i genitori. Diminuiscono le nascite e cresce la disperazione. Con la miseria arriva la depressione. Poi, vizi e criminalità.

Perché non riconvertire la produzione, anziché piangere sui licenziamenti?
Chiude Pagine Gialle. Era prevedibile. Nessuna sorpresa che adesso comincino i licenziamenti. A che cosa servono gli elenchi telefonici? Chi li consulta più? È sorprendente che esistano ancora quelle bianche. Se il paese è in ripresa non è detto che i prodotti inutili debbano sopravvivere. Anziché piangere e protestare – scioperare non serve – si dovrebbero riconvertire quelle aziende, come Borsalino e tante alte, che si ostinano a immettere nel mercato oggetti che non sono più di largo consumo. Il cellulare ha esautorato la carta e tante altre merci. Sarebbe meglio guidare l’economia, indirizzando la produzione verso oggetti necessari. Se no, a poco a poco chiuderà l’industria.

Ragazzi geniali in cerca di lavoro
Leggendo i successi di Anna Grassellino a Chicago, mi commuovo e ne sono orgoglioso perché marsalese e amico d’infanzia del nonno. Come lo sono della carriera di mia figlia Patrizia a Washington e di tanti cervelli in fuga. Mi mortifico nel ricordare la ramanzina di Umberto di Savoia, tempo fa a Cascais. Quando seppe che vivevo ormai da diversi anni a Roma, ci rimase male. “Se tutti se ne vanno – mi disse deluso – come fa il Sud a riprendersi? Se ne torni in Sicilia e la aiuti a crescere. Lo so che mancano le strutture e altre condizioni. Cerchi di crearle lei”. Ma ogni volta che un genio emigra – sono proprio tanti – mi chiedo pure come mai il paese non faccia nulla per trattenerlo.

Lauree e dottorati onorevoli, ma inventati
Un tempo li chiamavano millantatori perché vantavano titoli accademici che non avevano conseguito. Oggi sono idioti perché continuano a raccontare balle sulla propria cultura, pur sapendo che ormai viene a galla qualsiasi frottola in pochi minuti. Basta una ricerca su internet o un controllo per email. Eppure continuano imperterriti a mentire e spacciare livelli che non hanno. Talvolta non c’è nemmeno bisogno di controllare. Basta che aprano bocca. Se l’ignorante che sbarca in Parlamento sente il bisogno di mentire su studi che non ha fatto, è perché si ritiene inadeguato col modesto grado conseguito. Eppure farà il legislatore con la mediocrità che caratterizza tutto il paese.