Valtur avvia i licenziamenti e chiude i villaggi

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Roma, 28 mar. (AdnKronos) – La Valtur chiude i suoi villaggi turistici e avvia le procedure per il licenziamento di 108 dipendenti, mentre si intravede l’interesse di alcuni imprenditori per rilevare il marchio ed il Mise chiede di mantenere l’unità del perimetro dell’azienda e dell’occupazione. Dunque vertenza in salita per i lavoratori Valtur. Il tour operator acquisito due anni fa dal gruppo Investindustrial di Andrea Bonomi ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per i 108 lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, a cui si aggiungono 123 lavoratori a tempo determinato.

L’azienda ha anche confermato il mancato avvio delle attività dei villaggi estivi di Capo Rizzuto, Favignana, Ostuni, Porto Rosa, Torre Chia, Simeri, Garden Club Toscana e Colonna Beach. Sarà interrotta anche l’attività dei villaggi internali Pila Marilleva, Sestriere e Principe di Marmolada. Il ministro Carlo Calenda, ha fatto sapere il Mise, “incontrerà la proprietà del Gruppo Valtur nei prossimi giorni proprio per favorire una soluzione di continuità per tutto il complesso aziendale”.

Il ministero dello Sviluppo Economico, nel corso dell’incontro di ieri con il Gruppo Valtur e i sindacati, ha ribadito la contrarietà a soluzioni di liquidazione per parti separate delle attività che attualmente operano a marchio Valtur. È stato inoltre chiesto all’azienda, che ha aperto ieri la procedura di licenziamento collettivo, “di impegnarsi direttamente nella ricerca di un investitore interessato a mantenere unito il perimetro aziendale e occupazionale e che offra inoltre concrete prospettive di continuità nel lungo periodo ad una delle maggiori realtà italiane del settore del turismo e ai suoi lavoratori”.

Al confronto al ministero dello Sviluppo Economico, il tour operator ha inoltre confermato le intenzioni di rinegoziare i contratti attivi e di cedere le strutture ricettive incassando la contrarietà dei sindacati e del dicastero che ha richiamato alla responsabilità il fondo investitore. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno stigmatizzato la gravità del comportamento di una azienda che sviluppa occupazione prevalentemente stagionale per circa 1200 persone, in alcune zone d’Italia talvolta quasi la totalità dell’occupazione turistica.

“Si concretizza il rischio vendita a ‘spezzatino’ paventato con l’avvio della fase liquidatoria, è purtroppo evidente che non c’è nessuna intenzione di salvaguardare il perimetro aziendale di una azienda che rappresenta l’Italia nel mondo e che nel Mezzogiorno ha rappresentato una risorsa occupazionale ed economica fondamentale” ha detto Elena Vanelli dell’ufficio sindacale Fisascat Cisl sollecitando la prosecuzione del tavolo al dicastero dello Sviluppo Economico.

“Il ministero – ha precisato la sindacalista – ci ha informati dell’interesse da parte di alcuni imprenditori a rilevare il soggetto unico e ha sollecitato Valtur a verificare la possibilità di questa strada per mantenere l’integrità del marchio”. “Come sindacati – ha aggiunto – abbiamo chiesto all’azienda di invertire la marcia e di trovare un compratore che mantenga l’unità del marchio”. “Tenteremo di gestire in sede sindacale la procedura di licenziamento collettivo avviata proprio in procinto dell’apertura della stagione estiva” ha concluso la sindacalista.

“Investindustrial deve invertire la marcia e favorire il passaggio di Valtur a chi vuole continuare l’attività” scandisce Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale, “altrimenti viene da chiedersi quali siano gli interessi dietro questa liquidazione”. “La gestione David -sottolinea- ha creato una situazione assurda in cui mentre si facevano proclami sul mercato si tenevano lontani possibili investitori”. “Basti pensare che il dato circolato nelle ultime settimane sul famoso buco di bilancio di oltre 100 milioni di euro include anche i costi della liquidazione, che non sono assolutamente strutturali. Perché si è voluto dare un quadro di questo tipo?” chiosa il sindacalista.

Il ministero dello Sviluppo, rimarca anche Filcams Cgil, “ha preso posizione dicendo che va favorita la continuità unitaria di Valtur e che sono giunte al ministero stesso richieste di informazioni da parte di diversi gruppi. È evidente che questo progetto è in antitesi con la liquidazione e tutti i soggetti interessati, incluse le proprietà che coinvolgono soggetti pubblici, devono operare nella stessa direzione”.

“In tempi brevi le proposte dei privati devono concretizzarsi, perché si apre una fase molto critica perché i villaggi rischiano di non aprire creando un danno enorme ai territori coinvolti” aggiunge De Zolt. “La Filcams Cgil è mobilitata per salvare Valtur e i posti di lavoro, e continuerà a svolgere azioni di pressione in questo senso”. Intanto Valtur ha avviato ieri la procedura di licenziamento collettivo per la totalità dei dipendenti, esclusi i dirigenti che continueranno a lavorare per la capogruppo Valtur Group.