Esami di autocoscienza

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In foto Papa Francesco

Come spesso si verifica, non appena un evento appare ai nostri occhi inusuale o ipoteticamente soggetto a critiche diventa subito virale sui social e molto discusso tra la gente. Un esempio tra tutti è il gesto di Papa Francesco che schiaffeggia la mano di una fedele che trattiene la sua e se ne va arrabbiato (come si può dedurre dall’espressione del suo volto).

Un evento, questo, accolto male dall’opinione pubblica e molto criticato per la qualità particolare di chi l’ha compiuto. È inutile negare che l’impatto sulla coscienza di tutti noi è stato rafforzato dalla circostanza che l’atto è stato ripreso da una telecamera e diffuso in maniera capillare sulla rete suscitando milioni di commenti di pancia e quindi poco ragionati.

Dobbiamo però sapere che è una prerogativa dell’essere umano quella di soffermarsi sugli atti ritenuti negativi piuttosto che apprezzare le azioni positive compiute nel corso delle nostre vite; e questo è quello che è successo in questa particolare situazione.

Se una reazione come quella avuta dal Papa l’avesse avuta una persona normale il gesto non avrebbe suscitato nessuno scalpore e forse ci saremmo stupiti del banale schiaffetto sulle mani; ma dal Pontefice ci aspettiamo un comportamento diverso e restiamo così colpiti da quello che ci appare come uno strappo alla regola che siamo portati a revisionare in un istante il nostro giudizio sulla persona.

Ci affidiamo emotivamente a ciò che vediamo al momento e ci facciamo condizionare dagli altri poiché, si sa, la massificazione domina nel ventunesimo secolo e pensiamo di avere ragione su tutto mentre a sbagliare sono sempre gli altri. La nostra più grande caratteristica è quella che in psicologia chiamiamo ‘’resistenza al cambiamento’’. Ovvero, siamo poco disposti a cambiare le nostre prime impressioni anche se è evidente che sono soggette a distorsioni.

Insomma, il Pontefice ha sicuramente commesso un gesto che non rientra nell’idea che abbiamo di lui. Ma è giusto criticarlo anche dopo le scuse che ha prontamente presentato dimenticando il bene che compie per rendere il mondo un posto migliore?

Farsi un esame di coscienza può servire a non tenere il dito costantemente puntato sugli altri e pensare che tutto intorno a noi sia marcio.