Fase 3 per il rilancio economico

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in foto Giuseppe Conte

Un grande patto per la rinascita del Paese. È nelle intenzioni del Governo organizzare in tempi brevissimi gli Stati generali dell’economia per far ripartire l’Italia dopo l’emergenza coronavirus. L’annuncio avviene proprio all’inizio della fase 3, una volta messa alle spalle l’emergenza sanitaria, il premier Conte chiama a raccolta tutti i principali attori del sistema Italia: parti sociali, rappresentanti delle imprese, singole personalità. La cornice di partenza sono le proposte del comitato di Colao, da condividere e implementare.
“Ora dobbiamo fare i conti con la crisi sociale ed economica” ha detto Conte nel corso di una conferenza stampa. L’urgenza è ripartire. “Dobbiamo ridisegnare l’Italia. È un’occasione storica: dobbiamo rinnovare il Paese dalle fondamenta”. Gli incontri dovrebbero iniziare la prossima settimana, anche se non è ancora definito il calendario, nella location romana di Villa Pamphili.
Per ripartire servono soldi e per questo Conte ha assicurato l’impiego dei fondi europei, da Sure a quelli della Bei, con un’attenzione particolare ai 750 miliardi del Recovery Plan, che deve essere inteso “come una risorsa messa a disposizione dell’intero Paese, non un tesoretto del governo di turno”. Per questo si pensa ad un confronto aperto e condiviso con tutti gli attori sociali, da disegnare insieme.
Replicando anche a Confindustria, e alle parole del presidente di Carlo Bonomi che aveva accusato in un’intervista la politica di essere peggio del virus, Conte si rivolge alle imprese dicendo di aspettarsi molto, e invitandole a portare ai tavoli degli stati generali “progetti lungimiranti, che comprenderanno anche progetti di grande respiro e impatto per il futuro del Paese”.
Il presidente del Consiglio sa che l’azione del Governo non è stata priva di errori, e per questo spesso bersagliata. Chiede ancora una volta scusa per i ritardi nei pagamenti e assicura che l’esecutivo si impegnerà di più per le categorie che hanno maggiormente sofferto, come manifattura e turismo.
Le priorità annunciate sono chiare: tempi più rapidi per la giustizia, una nuova riforma fiscale, fiscalità di vantaggio per il Sud”, infrastrutture e cantieri. Grande risalto anche all’export. “Adesso più che mai dobbiamo concentrarci sul brand dell’Italia nel mondo, in tutti questi mesi la bellezza dell’Italia non è mai andata in quarantena” ha rassicurato il premier cui è seguito l’annuncio del ministro Di Maio di un Patto per l’Export. I fondi stanziati per aiutare il made in Italy ammontano ad oltre un miliardo. Sempre lunedì è prevista la firma del documento con tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria italiane delle aziende.