Fca e Ferrari positive dopo i dati sulle immatricolazioni di auto

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Il punto. Il Ftse Mib segna +0,54%, il Ftse Italia All-Share +0,47%, il Ftse Italia Mid Cap +0,07%, il Ftse Italia Star +0,34%.

Mercati azionari europei sopra la parità: DAX +0,3%, CAC 40 +0,5%, FTSE 100 +0,7%, IBEX 35+0,7%.

Future sugli indici azionari americani in leggero ribasso. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -1,53%, Nasdaq Composite -2,08%, Dow Jones Industrial -1,58%.

Lieve flessione a Tokyo con il Nikkei 225 a -0,42%.

Poco mosse le borse cinesi dopo il tonfo di ieri: a Shanghai l’indice CSI 300 termina a +0,28%, a Hong Kong l’Hang Seng a -0,65%.

Euro sopra i minimi nel pomeriggio di ieri a 1,0781 contro dollaro. EUR/USD al momento oscilla in area 1,0810.

Inizio seduta poco mosso per l’obbligazionario eurozona. Il rendimento del BTP decennale rispetto alla chiusura precedente cede 1 bp all’1,53%, quello del Bund sale di 1 bp allo 0,57%. Lo spread scende di 2 bp a 96.


Borse asiatiche
Dopo le pesanti perdite innescate dal crollo di Shanghai nella prima seduta del 2016 le Borse della regione segnano un’altra giornata in territorio negativo con la sola eccezione di Seoul (il Kospi chiude infatti con un progresso dello 0,61%).

Lunedì Shanghai e Shenzhen avevano terminato le contrattazioni con largo anticipo, dopo che lo Shanghai Shenzhen Csi 300 aveva brevemente toccato una perdita superiore al 7% (livello che porta all’automatica interruzione degli scambi per il resto della giornata). Lo Shanghai Composite aveva chiuso quando era in declino del 6,85% mentre era arrivato a perdere oltre l’8% lo Shenzhen Composite. Di riflesso nel Vecchio Continente le Borse avevano registrato perdite del 2-4% e anche Wall Street aveva perso significativamente terreno (il Nasdaq è stato il peggiore dei tre principali indici Usa, con un declino del 2,08%). Prima della riapertura degli scambi, le autorità di mercato di Pechino avevano annunciato l’imminente presentazione di nuove linee guida per regolare la vendita di titoli da parte dei maggiori azionisti, inibiti nel farlo dalla scorsa estate. Il blocco scade però il prossimo 8 gennaio e diversi osservatori si aspettano che dopo tale data passeranno di mano qualcosa come 1.000 miliardi di yuan (140 miliardi di euro) di azioni. Ipotesi definita “irrealistica” dalla Securities Regulatory Commission cinese.

Intanto la People’s Bank of China ha comunicato di avere iniettato 130 miliardi di yuan (18,4 miliardi di euro) in fondi a breve termine nel sistema finanziario del Paese, per contribuire a calmare gli investitori. Mosse che, pur spingendo al recupero i listini, faticano non poco a riportarli in territorio positivo. Avviandosi alla chiusura, il solo Shanghai Shenzhen Csi 300 segna un modesto guadagno, mentre lo Shanghai Composite resta in flessione di circa mezzo punto percentuale (ma aveva aperto con un nuovo crollo del 3%) ed è di quasi del 2% il deprezzamento dello Shenzhen Composite. In negativo anche la piazza di Hong Kong: l’Hang Seng avvicinandosi alla chiusura è in declino di circa lo 0,70% (mentre l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento per la Corporate China sulla piazza dell’ex colonia britannica, perde intorno all’1%).

A Tokyo, il Nikkei 225, che aveva perso il 3,06% lunedì, limita allo 0,42% il suo deprezzamento ancora con perdite generalizzate a settori che vanno dal chimico, alla grande distribuzione, ai beni di largo consumo.

Sul fronte macroeconomico, la vendita di automobili nel Sol Levante, ha comunicato la Japan Automobile Dealers Association, ha segnato in dicembre un incremento del 3,1% a 239.084 veicoli contro lo 0,3% di crescita registrato in novembre (0,2% in ottobre), nel terzo mese consecutivo di progresso. Nell’intero 2015, però, il dato segna un declino del 4,2% rispetto al 2014.

Per quanto riguarda le materie prime, il petrolio continua a essere sostenuto dalle crescenti tensioni tra Iran e Arabia Saudita mentre l’oro è sostanzialmente invariato. Performance che non hanno aiutato i settori minerario (Rio Tinto ha perso quasi il 4%) e petrolifero (in correzione dopo il deciso progresso della seduta di lunedì a Sydney).

L’S&P/ASX 200, che aveva limitato i danni a un calo dello 0,48% lunedì, chiude con una flessione dell’1,63% trascinato al ribasso da tutti i settori, a partire da quello finanziario.

 

Borsa Usa
Parte male il 2016 per il mercato azionario americano. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno l’1,58%, l’S&P 500 l’1,53% e il Nasdaq Composite il 2,08%. A pesare è stato il deludente dato macroeconomico cinese sulla manifattura che ha riacceso i timori su un possibile rallentamento dell’economia mondiale.

Deludenti anche i dati macroeconomici americani pubblicati in giornata. Markit ha reso noto che nel mese di dicembre l’Indice PMI Manifatturiero è sceso a 51,2 punti da 52,8 punti del mese precedente. La rilevazione di dicembre evidenzia un tasso di crescita inferiore al livello medio post-crisi pari a 54,2 punti indicando il minor incremento delle attività da ottobre 2012. L’Indice ISM Manifatturiero, nel mese di dicembre, si è attestato a 48,2 punti dai 48,6 punti del mese precedente. Il dato e’ risultato inferiore alle attese degli analisti che avevano stimato un valore dell’indice pari a 49,0 punti. La spesa per le costruzioni e’ diminuita dello 0,4% nel mese di novembre, dal +0,3% della rilevazione precedente (rivista dal +1%) e risultando nettamente inferiore alle attese degli economisti fissate su un incremento dello 0,6%. Sul fronte societario Netflix -3,86%. Baird Equity Research ha tagliato il rating sul titolo dello specialista dei video in streaming a neutral da outperform. Brink’s -0,73%. La società specializzata nella sicurezza ha raggiunto un accordo con l’azionista Starboard Value per la nomina di 3 consiglieri scelti dal fondo di investimento. Brink’s ha fatto sapere inoltre che l’attuale Ceo e presidente Thomas Schievelbein lascerà gli incarichi. Baxalta +5,56%. Secondo indiscrezioni il gruppo britannico Shire potrebbe lanciare una offerta pubblica di acquisto da 32 miliardi di dollari sul gruppo farmaceutico. Tesla -6,92%. Il produttore di auto elettriche ha annunciato dati sulle vendite nel quarto trimestre nella parte bassa delle stime della società. Micron Technology +1,2%. Il presidente del gruppo dei chip, Mark Adams, si è dimesso per motivi di salute. Amazon -5,76%. Monness Crespi Hardt ha tagliato il rating sul titolo del colosso dell’e-commerce a neutral da buy. Acadia Healthcare +2,83%. Il gruppo sanitario ha annunciato l’acquisto di Priory Group, gruppo britannico specializzato nell’assistenza per le malattie mentali, per 1,275 miliardi di sterline in contanti.

 

Europa
Le Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo dopo il tonfo di ieri. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,6%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra l’1% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,5%.

In Spagna nel mese di dicembre il numero dei disoccupati è diminuito di 55,8 mila unità rispetto al mese precedente (-1,34%). In totale la disoccupazione ufficiale è pari a 4,039 milioni di persone.

Occhio ai dati macroeconomici della mattinata: alle 09,55 ora italiana sarà reso noto il tasso di disoccupazione in Germania a dicembre (consensus 6,3%) mentre alle 11 la stima flash sull’inflazione a dicembre nella zona euro (consensus 0,3% a/a armonizzato).

 

Italia
Ottima partenza per FCA (+2%), stamane, che approfitta dei dati sulle immatricolazioni: in Italia a dicembre le immatricolazioni di autoveicoli sono salite del 18,65% a/a ma il Lingotto ha fatto molto meglio con un +27,1%. La quota di mercato di FCA sale al 29,5%. Da segnalare che le positive performance del mercato italiano dell’auto sembrano destinate a proseguire: gli ordini sono saliti a dicembre del 23% a/a.

Nel settore auto in rialzo anche Ferrari (+1,7%), Sogefi (+1,6%) e Brembo (+0,6%).

Segni positivi tra le utility con A2A (+1,1%) in evidenza, seguita da Snam (+0,7%) e Terna (+0,9%).

Poco mossa BPER (+0,2%) che secondo indiscrezioni raccolte da MF potrebbe valutare, in alternativa alla fusione con BP Milano (inv.), un’aggregazione con BP Sondrio (-1,6%) e Credito Valtellinese (+2,5%).

Fincantieri (-1,5%) arretra dopo il progresso di ieri. Goldman Sachs ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da NEUTRAL a SELL.

I dati macro attesi oggi
Martedì 5 gennaio 2016

08:00 GER Vendite al dettaglio nov;

09:00 SPA Variazione n° disoccupati dic;

09:55 GER Variazione n° disoccupati dic;

09:55 GER Tasso di disoccupazione dic;

10:30 GB Indice PMI costruzioni dic;

11:00 ITA Inflazione (prelim.) dic;

11:00 EUR Inflazione (flash) dic.