Le quattro gambe del tavolo del leader

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in foto Il caffè di notte, quadro di Vincent Van Gogh

di Ugo Righi

Le recenti elezioni e i risultati propongono con forza il tema della leadership, Di Maio, Salvini, o chi?
È un bel tema perché è indispensabile averlo ma è da qualche tempo non vediamo più veri leader in politica.
Perché essere a capo, non significa necessariamente, automaticamente essere un capo, vale in politica, nelle aziende, nelle città (anche se invece dovrebbe essere così).
La convalida della situazione di potere avviene in termini tecnici attraverso una nomina o un’elezione (headship) ma poi la convalida sostanziale avviene attraverso il riconoscimento degli altri per i risultati in atto o avvenuti e anche del modo per ottenerli (leadership).
Certo la leadership è una capacità, (anche se comprende un carattere di base) quindi è progettabile, ma a patto che ci sia un potenziale espressivo che lo consenta: Un tacchino non diventerà mai un’aquila, anche se gli parli di quanto, è bello volare e provi a insegnarglielo.
Il leader è riconoscibile per la sua personalità ma soprattutto, per la capacità di ottenere risultati, realizzando, con altri, successo duraturo nell’ambito in cui agisce (politica, impresa, città. ecc,)
Possiede carattere e forza strategica, aiuta il soggetto perché possa aumentare la propria viabilità e vivibilità nel contesto in cui vive attraverso un suo maggior coinvolgimento, facendone avere parte significativa attraverso il suo sviluppo.
Ha chiaramente presente che lo sviluppo di un sistema e quello delle persone che lo vivono sono due facce della stessa medaglia.
L’intelligenza del leader si manifesta soprattutto nella capacità e consapevolezza di capire i propri limiti e quindi rendere la propria leadership plurale, distribuita, circondandosi di altri leader.
Il potere personale è proprio la capacità che si ha su se stessi per autodeterminare comportamenti vantaggiosi per tutti.
Concretamente Il pensiero e l’azione di leadership si manifestano secondo quattro prospettive (interdipendenti e complementari): economica, connettiva, poetica, politica.
Economica è capace di valorizzare le energie del comportamento altrui, trasforma le potenzialità in attività e performance; definisce concetti da condividere, metodi e tecniche comuni e realizza l’integrazione tra diversità ed è capace di governare il conflitto evitando che diventi distruttivo, attraverso la negoziazione.
Ha chiaro che i risultati dipendono dalle persone, dal loro valore, parlare di valore ha senso economico, le persone di valore hanno valori. Non avere valori è spreco. Quindi il comportamento di valore vale perché produce valore per se e per gli altri.
In sostanza è un generatore di capitale umano.
Connettiva valorizza le differenze per fare evolvere le competenze distintive plurali; sviluppa la formazione di un’identità comune con interessi, vantaggi, valori e la condivisione operativa. Anche in questo caso la sua capacità è negoziale ma anche di apprendimento e di capacità di comporre processi collettivi sintonizzati.
In sostanza è un generatore di capitale relazionale.
Poetica genera e proteggere la bellezza e il rigore, dove coesistono gioco e dovere e in cui ognuno realizzi la propria storia di vita; aiuta a far emergere l’anima del sistema.
La sua capacità è di mettere in comune e realizzare narrazioni che siano, oltre che utili, belle e buone.
La qualità della visione che possiede gli fa generare parole che siano capaci di raccontarla e sa bene che non serve far crescere la quantità delle parole se prima non si dedica a far crescere la qualità della propria visione.
In sostanza è un generatore di capitale estetico e socio emotivo.
Politica orienta verso la vision, definendo gli obiettivi strategici e le azioni che governa con altri.
In sostanza è un generatore di capitale di senso logico pratico.
Quindi il leader realizza valore se crea, permanentemente, una relazione vitale tra l’individuo e la società nella quale l’individuo lavora e vive.
Un leader che non migliora i processi che realizzano il benessere non serve a nulla, anzi è dannoso.
Qualcuno lo abbiamo, ma nella politica attuale non so.
Ma sono disponibile a essere sorpreso, anzi, lo spero.
Proviamo a valutare i capi che conosciamo rispetto alle quattro prospettive e magari, anche noi stessi, perché ognuno può, anzi deve, influenzare il proprio ambiente favorendo processi di valore, e in questo modo utilizzando il potere relativo che possiede.