Museo di Sarno: contenuti strabilianti, manca l’organizzazione

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Il Museo Archeologico della valle del Sarno inaugurato l’1 luglio del 2011, ha come obbiettivo far conoscere i ritrovamenti archeologici provenienti da tutto il territorio dell’Agro Nocerino-Sarnese, dall’età preistorica fino al periodo medioevale. Encomiabile. Grazie alla grande unicità dei reperti, custoditi anche nei propri depositi, provenienti da tutta la piana del Sarno e dei suoi affluenti, potrebbe essere un centro di studio d’interesse per ricercatori italiani e stranieri. Ullalla’. E’ stato inserito nel Polo Museale della Campania per essere valorizzato e potenziato nell’attività. Perdinci, così si fa. Numero medio di visitatori al giorno 5. “ …Ma durante le giornate di festa arriviamo anche a cinquanta persone..”. Chi commenta? Quando il dibattito sui musei si fa acceso, c’è chi esclude categoricamente che le visite al museo debbano essere gratuite. Ammesso e non concesso. Il Museo di Sarno è però ad ingresso gratuito. Stupore e sorpresa. E allora? Tutta la teoria per la quale il Museo deve essere come una biblioteca, gratuito e a disposizione della gente va bene finchè la gente c’è. I numeri di questo come quelli di tanti altri Musei, che non siano quei pochi (grandi ricchi belli e famosi) che si contano sulle dita di una mano, sono il fatto che invalida una teoria. Se nei grandi Musei si può anche affrontare il tema dell’ingresso gratuito perché magari mostre, guide e gadget, o anche il servizio bar, portano discreti introiti, nei Musei come quelli di Sarno, di Nola, di Capua e tutti gli altri semisconosciuti presenti sul territorio, il biglietto non può, ne deve, essere gratuito. Deve essere anzi affiancato anche da tanti servizi a pagamento che consentano introiti capaci di portare la struttura all’indipendenza economica. Il problema è sempre lo stesso, ma sembra che la soluzione non attecchisca: per far pagare l’ingresso devi infatti offrire qualcosa per cui il visitatore pensi valga la pena di spendere. Che gli dia soddisfazione anche se non ha una particolare cultura. E tranquilli, se ne vale la pena il turista spende, ed è contento. Il turista inglese, francese o di un qualunque posto del mondo ammesso che scopra l’esistenza di questo museo, che peraltro ha una facile raggiungibilità grazie alla ferrovia circumvesuviana, e decida di visitarlo si troverà alla mercè di un simpaticissimo e gentile custode che, quasi commosso per l’inaspettato interesse, si presterà a fungere da guida. Il visitatore però non avrà il bene di leggere storia e didascalie in nessun altra lingua che non sia l’italiano. Errore grave. Le luci che illuminano le teche sembrano appoggiate quasi per caso, e il turista dovrà provare da solo ad individuare la giusta posizione d’osservazione per evitare i riverberi del vetro. Errore semplice. Senza una freccia indicante il verso del percorso espositivo ognuno può decidere da che parte cominciare la visita. Libertà di visita? No confusione assoluta. Ammesso che ci sia un filo narrativo nell’esposizione ognuno potrà ricostruirne una a propria fantasia. Errore sostanziale.
Il Museo di Sarno vanta un esposizione permanente di reperti archeologici dall’età del rame, all’età del ferro, e badate sono proprio quelli degli uomini primitivi, originali, per i quali qualsiasi studioso farebbe follie. Ancor di più è conservato nei depositi. Pregevoli vasi in bronzo, gioielli e accessori che adornavano i morti al momento della sepoltura, tombe affrescate sui lati. E’ possibile seguire il passare del tempo osservando la ricchezza degli ornamenti che via via diventa più scarna, fino a diventare essenziale. Se però il percorso di visita, senza frecce o indicazioni si invertisse allora la storia diventerebbe un’altra, falsa e sbagliata.
Non una musica, le immagini che inquadrano i ritrovamenti scarse o nulle. Il Museo è uno scrigno ma come osservarne i tesori? E’ stato inserito nel Polo Museale. Dovrebbe quindi essere condotto alla ribalta dalla notorietà delle grandi strutture, ma evidentemente, qualcosa non funziona bene: la comunicazione è praticamente nulla o comunque non è fatta correttamente. Narrazione e comunicazione sono la base, l’essenziale, per ottenere la considerazione de turisti. Che si paghino gli ingressi ai musei, ma prima se ne organizzi l’offerta.