Museo di Pietrarsa, quando la cultura regala emozioni

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Quando si dice interpretazione. Finalmente. Conoscete Ii Museo di Pietrarsa? Fino a qualche tempo fa un’esposizione di locomotive e carrozze, e chi non aveva il pallino del gioco dei trenini se ne poteva stare a casa. Un paio di sale con un plastico delle ferrovie, grande, grandissimo, lungo 18 metri. Appassionati fatevi sotto, qui si gioca in grande. I vagoni che ospitavano i reali. Amanti del tempo che fu, questo è il vostro treno. Attenzione però, nei grandi capannoni oggi c’è qualcosa di diverso. C’è l’emozione in agguato e tutti ne saranno colpiti. Lo spettacolo è qui. Ecco i passeggeri che affollavano il treno, e a ben guardare c’è il re. Perbacco. E per quelli che aprirebbero qualsiasi congegno per vedere com’è fatto, l’ologramma fornisce una vista spettacolare delle ruote, dei congegni fino al più piccolo dei bulloni. Sono immagini registrate, tridimensionali che appaiono sulla locomotiva e sulle carrozze simultaneamente, con prospettive diverse a seconda del punto di osservazione. E’ un vero salto indietro di molti e molti anni. Da trattenere il respiro.
Qualcuno si è finalmente accorto che il visitatore vuole provare emozioni e che esse, spesso, dipendono da pochissime indovinate azioni. La tecnologia aiuta. Qui Pietrarsa, il treno è in partenza e nell’ambiente con le pareti nere, sui vetri inclinati, si è trasportati all’interno dei vagoni e delle locomotive. Quattro pareti che si animano e trasportano l’osservatore dentro al treno. Pezzo per pezzo, vagone per vagone, passeggero per passeggero. Il treno è spiegato con illustrazioni tridimensionali che, nel mostrare le componenti e il funzionamento del primo, famoso, storico treno, trasformano il visitatore contemporaneo in un viaggiatore dell’epoca. Tutta emozione. Cosa desiderare di più?
Entrare materialmente nei vagoni è interessante e molto divertente. Quella stanzona nera che come una macchina del tempo riporta indietro il turista e gli concretizza l’esperienza di quei primi viaggi, ha un valore turistico e culturale non indifferente. Anche il plastico del percorso a quel punto non è più un oggetto da guardare con l’interesse del collezionista ma una guida alle emozioni di quelle straordinarie macchine di trasporto. E’ successo. Il piacere di vivere in prima persona, anche se in maniera virtuale, quel tipo di viaggio, conoscere davvero tutte le parti di quei treni che per l’epoca erano l’avanguardia è un opportunità che I turisti non tralasciano mai. Il prezzo del biglietto è basso e ci dimostra ancora una volta come l’esperienza e l’emozione offerti al turista non siano ancora valutate esattamente. L’esperimento può essere migliorato.
Per gli appassionati di treni e per chi sia incuriosito dalla loro guida si potrebbe fornire l’esperienza di una visione ordinaria attraverso gli occhi del macchinista. Per far sì che lo spettatore possa avere la migliore esperienza possibile del percorso si potrebbero installare più schermi. Oltre alla visualizzazione classica della linea (come la vede il macchinista), si potrebbe selezionare una vista interna alla cabina e seguire tutte le azioni compiute dal conducente. Un ulteriore schermo, tutto per gli intenditori, potrebbe addirittura mostrare anche i movimenti del carrello. Camminare sotto alcuni treni per esplorarne il funzionamento potrebbe essere un motivo perché, oltre all’interesse turistico, si incrementasse anche quello degli studiosi del settore. Il ritorno economico potrebbe diventare molto più interessante.