Sono trent’anni che nel calcio italiano non nasce un campione

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Vincono palloni d’oro, mandano in visibilio le tifoserie di tutto il mondo, guadagnano decine di milioni, pagano poche tasse e per di più cercano di evaderle. Ovunque c’è la prigione per gli evasori, tranne per loro. Se no, gli ammiratori ci rimangono a male. Da noi c’è una legge che prevede enormi facilitazioni fiscali per chi investe in Italia. Chissà perché, ci rientrano anche i calciatori, che, anziché incrementare la produzione, portano all’estero capitali italiani. Sono tanti quattrini, dato che ogni squadra è formata soprattutto da stranieri. Ci crediamo furbi. Invece siamo stupidi certificati.

Contro un laburista bolscevico e antisemita come Corbyn qualsiasi inglese avrebbe vinto

Per fare allontanare dal continente un paese che non ha alcun’affinità con l’Europa ci voleva un eccentrico e ambizioso politico inglese, che è anche cittadino americano – potrebbe essere la presidenza degli Stati Uniti la prossima tappa della brillante carriera di Boris Johnson – con ascendenze ebraiche e persino turche. Dopo avere introdotto lo studio del latino nelle scuole, nessuno si stupirà se il Regno non più Unito – la Scozia vuole l’indipendenza – abbandonasse il sistema decimale per tornare alle misure complesse come i gradi fahrenheit e ghinea, scellino, libbra, piede, gallone.

Ecco un esempio di democrazia diretta col contributo straordinario dei sindacati
È vecchia come il cucco la parabola del marito furbo che si evira per fare un dispe
tto alla moglie. Ma, né i dipendenti dell’Ilva né quelli di Alitalia la conoscono. Ecco perché non hanno preso a calci in culo chi gli suggerisce di scioperare mentre si sta cercando una difficile soluzione ai due problemi. La produzione dell’acciaio e il prestigio della compagnia di bandiera sono vitali per il paese. In effetti un bello sciopero ci sta sempre bene. È la cosiddetta “ciliegina sulla torta” per affrettare la disoccupazione. Però, dà visibilità al sindacato. Pazienza se si compromettono tanti posti di lavoro.

Noi in politica non abbiamo nulla da invidiare a nessuno

La giovane età alla guida di un governo è diventata, come nel nuoto, una caratteristica preziosa. Per diverso tempo ha mantenuto il record la neozelandese Jacinda Ardern, però, ormai anziana di 39 anni. Fu scalzata tre mesi fa dal nuovo premier ucraino Oleksiy Honcharuk, che ne ha 35. Ma i finlandesi hanno battuto tutti con Sanna Marin, che, forte dei suoi 34 anni, è ora la più giovane al mondo. Altro record della ragazza, madre a sua volta, è essere la prima premier figlia di due mamme. Noi stavamo superando chiunque con Di Maio che, però, a 33 anni, si è accontentato degli Esteri.

Siamo tutti potenziali assassini, non solo al volante

Anche voi, come me, credete il clacson un indicatore di pericolo? Se prestate attenzione, invece, vi accorgerete che è usato solo per sollecitare chi non parte a razzo al semaforo diventato verde e soprattutto per insultare, con un suono più prolungato, chi fa la minima infrazione e ostruisce per pochi secondi il passaggio ai frettolosi. Se, anziché l’acustica avessimo un’arma, non esiteremmo a usarla per uccidere chi ci infastidisce. Seppure godiamo ormai da tanti anni di libertà e benessere, abbiamo una tale rabbia in corpo da annullare la solidarietà e il dovuto amore per il prossimo.

Troppi contrasti e odio tra italiani benestanti, come alla vigilia di una guerra civile

Insulti, minacce, aggressioni, bugie e falsità. Come se vivessimo in uno stato di polizia e le minoranze non avessero facoltà di parola. Come se non ci fosse assistenza sanitaria né sussidi per disoccupati e neppure diritti umani. I media diffondono allarme. Eppure siamo il paese più motorizzato del mondo, il 78% vive in casa di proprietà, con i risparmi in banca più elevati. I lavori gravosi li facciamo fare agli immigrati, abbiamo il cellulare di ultima generazione e si va in pensione a 62 anni nonostante la crescente longevità. Abbiamo più di quanto meritiamo e vorremmo ancora di più.

La funzione dei giornali non è di insultare quando non si condivide l’ideologia

È vero che la Raggi ha trasformato la capitale d’Italia in un letamaio, ma, perché definirla Patata bollente? Come si sa che la Iotti – ricordo che purtroppo in quel periodo i comunisti mangiavano bambini – era brava in cucina e a letto? Qual è la conseguenza e il danno politico di tali informazioni? Non è tanto grave il pettegolezzo, quanto il numero di guardoni che lo approvano continuando a leggerlo. Vuol dire che siamo in tanti a consentire volgarità e malcostume. In questo clima di degrado c’è pure chi si vende. Non sa il traditore che sarà disprezzato anche da chi lo ha corrotto.