Disoccupazione, cresce il divario Nord -Sud: record di senza lavoro in Campania e Calabria

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Nel 2012 risultavano occupate in Italia sei persone su 10 in età 20-64 anni, con un forte squilibrio di genere a sfavore delle donne e un marcato divario territoriale tra Nel 2012 risultavano occupate in Italia sei persone su 10 in età 20-64 anni, con un forte squilibrio di genere a sfavore delle donne e un marcato divario territoriale tra il Centro-Nord e Mezzogiorno (20,5 punti percentuali). E’ quanto emerge da “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo. Edizione 2014” dell’Istat. Secondo il documento, nel 2012 il tasso di occupazione nella fascia di età 55-64 anni è pari al 40,4 per cento, in aumento di circa 2,5 punti percentuali rispetto al 2011 ma inferiore alla media Ue27 (48,9 per cento). I numeri – Il tasso di disoccupazione raggiunge il 10,7 per cento, in confronto all’8,4 per cento di un anno prima, ed è in linea con quello medio Ue27 (10,5 per cento). L’incremento interessa entrambe le componenti di genere e tutto il territorio; in alcune regioni del Mezzogiorno arriva al 19,3 per cento (Campania e Calabria). Il 13,8 per cento dei dipendenti ha un contratto a termine, valore sostanzialmente analogo alla media europea. La quota di occupati a tempo parziale è pari al 17,1 per cento. Entrambe le tipologie contrattuali sono più diffuse tra le donne. Secondo l’Istat, nel 2012 il tasso di inattività è al 36,3 per cento. Pur segnando una riduzione significativa rispetto al 2011 si conferma tra i più elevati d’Europa. L’inattività femminile rimane molto ampia (46,5 per cento), nonostante la forte contrazione rispetto al passato. Gli irregolari – La disoccupazione di lunga durata (che perdura cioè da oltre 12 mesi) interessa il 52,5 per cento dei disoccupati e supera il 54 per cento per la componente femminile. Nel 2011 la quota di unità di lavoro irregolari si attesta al 12 per cento, in lieve riduzione rispetto ai due anni precedenti. Il Mezzogiorno registra l’incidenza più elevata di lavoro non regolare, oltre il doppio rispetto a quella del Centro-Nord. A livello settoriale, è non regolare quasi un quarto dell’occupazione nell’agricoltura.