Un periodo strano:affiorano meraviglie e sfiorisce la democrazia

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L’Italia sta senza dubbio affrontando un periodo difficile della sua esistenza e nel mondo accadono fatti sempre più gravi, che lasciano il Bel Paese alla mercè di se stesso, senza effettivi aiuti da parte dell’UE, che su tematiche fondamentali come quella dell’immigrazione sembra oltremodo sorda. Il Popolo Italiano è sempre più stanco della propria classe politica e progressivamente più disinteressato al futuro della propria Nazione. Il risultato del referendum sulle trivelle parla chiaro: il diritto di voto, che di fatto costituisce il principio cardine della democrazia, non viene esercitato dalla stragrande maggioranza degli italiani e sicuramente il primo ministro che invita all’astensionismo non è molto incoraggiante, in particolare per i giovani che sono chiamati alle urne per la prima volta e che si trovano di fronte non tanto alla scelta di voto tra Si e NO, legittima e inviolabile, tanto alla scelta se andare a votare o meno. Molte polemiche si sono scatenate, in relazione a queste delicate questioni, e c’è chi, forse con un fondo di verità intravede un “tramonto” parziale della democrazia. Ma fortunatamente in questi giorni di grande fermento e attività politica nei quali nessuno si curava di ciò che accadeva attorno a lui al di fuori delle votazioni, sono affiorate delle vere e proprie meraviglie artistiche, degli autentici capolavori che meritano un’attenzione particolare.  Circa una settimana fa è stata diffusa la notizia dalla Francia di un ritrovamento davvero sensazionale:una tela di Caravaggio. Una scoperta che ha dell’incredibile, quasi del surreale:in una soffitta polverosa del soffitta di una cittadina della Francia meridionale, Tolosa, viene portata alla luce una tela presumibilmente attribuibile al “pittore maledetto”, che rappresenta un tema molto spesso trattato in ambito cinquecentesco e seicentesco, Giuditta che decapita Oloferne. La datazione che da una prima stima è attribuita all’opera è compresa tra il 1600 e il 1614, periodo nel quale il Merisi raggiunse il massimo della sua maturità pittorica. Il valore del quadro, in caso venisse dimostrata la sua autenticità e la sua appartenenza al Maestro, assumerebbe un valore pari a 120 milioni di euro, ma ciò che conta davvero, al di là dell’aspetto prettamente venale è quello intrinseco che l’opera conserva. Riscoprire un’opera d’arte nascosta è sempre una fortuna, per tutti, che non è equiparabile a nessun compenso in danaro, perche la cultura non si compra, si vive. La stessa buona sorte è capitata a tre tele di importanza fondamentale, di gusto tardo quattrocentesco, che sono state presentate due giorni fa alla pinacoteca di Brera a Milano, che sono state ritrovate grazie al brillante lavoro svolto dall’arma dei carabinieri specializzata alla tutela del patrimonio culturale. Si tratta di: “Una Madonna con Bambino”, attribuita allo straordinario pittore esponente della scuola veneta e allievo del maestro Giovanni Bellini, Giovanni Battista Cima detto “Cima da Conegliano”;  una “Trinità” del pittore fiorentino Alesso Baldovinetti, nella quale si percepisce un influsso provocato dal Beato Angelico e forse dalle suggestioni di Andrea del Castagno e infine una meravigliosa “Presentazione di gesù al tempio” attribuita a Girolamo Dai Libri, altro importante esponente della scuola veneta, del quale ci parla il pittore Antonio Vasari nella sua monumentale opera di ricostruzione biografica dei pittori. Questi tre dipinti vennero trafugati dalle truppe tedesche nel 1944 e fortunatamente, dopo più di settant’anni dalla loro scomparsa, sono stati ritrovati in condizioni ottimali, pronti per riacquistare quel prestigio che questo lungo tempo ha cercato invano di strappare e di gettare nell’oblio.