Dario Fo entusiasta della Mostra Impossibile. Il premio Nobel alla Notte dei Musei

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“Il successo di questa mostra è palese, è chiaro, se ci fossero due o tre opere reali di “Il successo di questa mostra è palese, è chiaro, se ci fossero due o tre opere reali di questi artisti non avrebbero così tanto successo. Così si ha l’impressione della grandezza del pittore”. Così Dario Fo, ieri pomeriggio a Napoli per visitare “Una Mostra Impossibile” nel Complesso monumentale di San Domenico Maggiore di Napoli, ha commentato le riproduzioni digitali di Leonardo, Raffaello e Caravaggio in esposizione nella struttura. Circa 1300 visitatori, come Dario Fo, hanno scelto di trascorrere ieri una serata tra le tele di Leonardo, Raffaello e Caravaggio in mostra a San Domenico Maggiore in occasione della “Notte dei Musei”. Il Premio Nobel è stato accompagnato dall’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, dall’ideatore e direttore del progetto, Renato Parascandolo e dallo staff dell’Associazione Pietrasanta Polo Culturale. Dario Fo, fanno sapere gli organizzatori, si è soffermato quasi ad ognuna delle 117 riproduzioni, commentandole nei minimi dettagli, poi ha voluto anche visitare la cella di San Tommaso d’Aquino e sul libro delle presenze, gelosamente custodito da padre Tonino Giordano, ha addirittura realizzato un disegno tra scroscianti applausi. “Conosco questa mostra come le mie mani – ha detto ancora Fo – e nonostante ciò mi ha ancora una enorme emozioni. Sicuramente questa location è un valore aggiunto”. “Oggi la mostra ha avuto il più grande dei visitatori, – ha detto l’assessore Nino Daniele – una grande soddisfazione che sia venuto in questo Complesso monumentale. Qualcosa che ci rende orgogliosi e dimostra che l’esperimento di instaurare un rapporto pubblico-privato che ha avuto un immenso successo”. “Speriamo – ha concluso Daniele – possa essere un esempio virtuoso e spingere tanti altri imprenditori a muoversi verso questa direzione e capire che la cultura in questo momento è la cosa più importante su cui investire, per il futuro della città e delle stesse imprese”.