Il film Gramigna e la Napoli che cerca il riscatto dalla camorra

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di Maridì Vicedomini

“Homo faber fortunae suae”: questo il messaggio del film “Gramigna”, presentato in anteprima nazionale con grande successo di pubblico a Napoli ed in Capitale. La pellicola, che vede nel cast tra gli interpreti Gianluca Di Gennaro, nei panni del giovane Luigi Di Cicco, Biagio Izzo, in veste inusuale di personaggio drammatico, quale un ergastolano che dietro le sbarre evidenzia una costante preoccupazione per le sorti del figlio, adoperandosi per quanto gli è possibile, a fare in modo che non ripercorra il suo tracciato nefasto, Enrico Loverso, Teresa Saponangelo, Anna Capasso, deriva dal desiderio del regista Sebastiano Rizzo, di voler riproporre sullo schermo, la storia vera di Luigi Di Cicco, già magistralmente rappresentata in un romanzo redatto dal giornalista Michele Cucuzza.
“Ho voluto abbracciare questa vicenda così psicologicamente complessa, come quella di un figlio di un boss, che cerca disperatamente di liberarsi dal “macigno” delle colpe del padre, ergastolano”, ha riferito il regista Rizzo “perché volevo dare un messaggio di speranza a tanti giovani che si trovano in condizioni simili a quelle del nostro protagonista. Luigi è la testimonianza vivente che si può dire no ad una vita fatta di violenze e di illegalità e non a caso questo progetto nasce proprio dalla sua volontà, dal desiderio di trasmettere le sue emozioni a tutta la società attraverso uno degli strumenti più efficaci di comunicazione quale è l’audiovisivo”.
Il film rappresenta in maniera reale ma non cruenta uno spaccato del vissuto di tanti ragazzi, spesso immischiati inconsapevolmente in vicende dalle quali sono emotivamente e materialmente estranei. “Sono molto onorato di avere interpretato il ruolo di Luigi Di Cicco”, ha detto Gianluca Di Gennaro, “anche se certamente mi sono caricato di forti responsabilità. Questa è una storia di denuncia ma anche di speranza rivolta ai giovani che si trovano in condizioni precarie, che vivono quotidianamente border line, in pericolo per quello che da più parti gli può accadere da un momento all’altro. Nessuna sorte è già prestabilita, tutto si può capovolgere, basta volerlo!”; Luigi mi ha lasciato tanto, anche se sono da lui molto distante, forse condividendo solo un rapporto conflittuale con il proprio padre”.
Ed a proposito degli altri suoi impegni professionali, Di Gennaro ha così concluso: “Ho appena ultimato le riprese di “Capri Batterie”, un film di Mario Martone ambientato nel 1800, girato tra Capri ed il Cilento e tra breve, il 26 novembre girerò con la regia di Claudio Insegno, girerò una nuova pellicola di denuncia dal titolo “Ed è subito sera”. Incisivo il ruolo di Enrico Loverso, che interpreta il professore di Educazione Fisica, che si inventa una squadra di calcio per togliere dalla strada e dalla criminalità i ragazzi del quartiere.
“Lo sport è un grande antidoto per allontanare i giovani dalle tentazioni paventate dalla malavita, quali il guadagno facile, il potere, macchine di lusso, outfit griffati ed è portatore di principi sani, come uno stile di vita equilibrato ed uno spirito di squadra che basa la sua forza sul sostegno del singolo”. Molto forti anche i personaggi “rosa”, quello di Teresa Saponangelo, moglie del boss e madre di Luigi ed il ruolo di Maria, interpretato da Anna Capasso, moglie del fratello del boss, alias Mario Porfito”.
Maria è una sorta di “Donna Coraggio”, ha detto Anna Capasso,” puntualmente all’ombra secondo il costume della malavita, ma che evidenzia tutti i suoi sentimenti, quali l’amore, la paura dell’abbandono, la disperazione, in alcuni momenti clou del film, quali l’omicidio del marito, appena tornato a casa dalla galera, ed il pianto sulla tomba dell’amato con il braccio teso verso il cognato Boss, in permesso temporaneo, venuto a dare l’ultimo saluto al parente defunto; questa esperienza mi ha arricchito molto e tal punto di vista professionale e sul piano umano”.