Garanti dei conti aziendali, la Campania è pioniera

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Una nuova figura, a contatto diretto con imprese e enti pubblici, fondamentale in un’ottica di rilancio del paese. È il revisore legale e la Campania è Una nuova figura, a contatto diretto con imprese e enti pubblici, fondamentale in un’ottica di rilancio del paese. È il revisore legale e la Campania è una delle prime regioni in cui è già presente. Ecco perché è Napoli la sede del primo seminario di studio sulla professione, in calendario mercoledì prossimo. A organizzarlo, l’Istituto Nazionale Revisori legali: Virgilio Baresi, presidente dell’Inrl, scatta una fotografia della professione. Chi è il revisore legale? Una figura innovativa, alla luce della riforma approvata dal parlamento qualche mese fa, con cui riconosce la professione nel rispetto delle norme europee e nell’applicazione del decreto legislativo 39 del 2010. Oggi è visto come una realtà che possiede una terzietà: può essere chiamato in ogni momento a giudice delle situazioni amministrative e contabili. Può intervenire nelle Pa locali e regionali, dove è istituita obbligatoriamente per garantire correttezza e trasparenza. È l’unica professione esistente in Italia che vale per tutta l’Europa. Per svolgerla, bisogna sostenere un esame di stato con cui si accede al registro dei revisori tenuto dal ministero dell’Economia. Secondo la nuova norma, anche i ragionieri e i dottori commercialisti devono sostenere un esame integrativo per diventare revisori. Che effetti avranno le intese raggiunte dall’Isrl con Equitalia, Agenzia delle Entrate e Centro Studi Sdl? Con Equitalia e Agenzia delle Entrate c’è un accordo di natura collaborativa nel rispetto delle autonomie e dei compiti di ognuno. L’obiettivo è non far sentire il cittadino perseguitato, accostandogli una figura come quella del revisore. Siamo qui anche per chiedere uno sportello privilegiato per trovare soluzioni condivise, risolvendo così le controversie che si possono presentare in una legislazione molto complicata come quella italiana. Abbiamo in ogni regione un responsabile per i rapporti con le sedi locali dei due istituti, per rendere più umano il rapporto tra le parti. Anche l’Sdl è un’organizzazione importante: il suo compito è difendere le Pmi e i cittadini dagli abusi del sistema bancario. L’obiettivo è riportare una giustizia economico-sociale a favore delle imprese. Non intendiamo fare la guerra alle banche. Ci sono, però, istituti bancari che per “eccesso di generosità” fanno pagare di più ai propri correntisti. Il fine è di far restituire il maltolto al cliente penalizzato. Può darci qualche anticipazione sul seminario? Perché proprio a Napoli? È la prima uscita a livello nazionale e europeo. Abbiamo scelto Napoli perché la Campania è una delle poche regioni in cui è già presente questa professione e abbiamo voluto premiare questo territorio. È una città alla quale sono molto legato perché rappresenta il nostro vice-segretario nazionale, Ubaldo Procaccini. Vogliamo tastare da vicino i problemi che riguardano non solo Napoli e la Campania, ma tutto il Sud e le isole. Il compito del revisore è anche tutelare l’azienda tenendo i conti in ordine, accrescendo il suo valore complessivo per salvaguardare i posti di lavoro. Non distinguiamo le problematiche dell’azienda da quelle dei lavoratori: molti licenziamenti sarebbero stati evitati se le aziende si fossero mosse con più accortezza. Questo è il messaggio che vogliamo lanciare da Napoli. Quali sono i “numeri” della professione? Non tutti i revisori legali in Italia sono iscritti al nostro istituto, fondato nel 1956. Oggi i revisori legali sono 160 mila ma credo che tra due o tre anni ci sarà una riduzione a 50/60 mila. Al di là dei numeri, l’importante è che la selezione venga fatta sulla qualità e sulla professionalità. Il nostro istituto è il primo ad agire seguendo questi criteri. Quale peso ha il revisore nel rilancio del Paese? La presenza di una figura terza come quella del revisore è importante. Con la spending review la sua imposizione è divenuta indispensabile. Ha anche delle responsabilità: in caso di false dichiarazioni rischia fino a cinque anni di reclusione e il sequestro dei beni personali.