L’impresa è la chiave per la questione migratoria

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Il tema dei migranti sta generando nell’opinione pubblica un grande sentimento di paura e di chiusura. Questo problema va affrontato subito, altrimenti ci tornerà addosso ancora più forte di adesso. L’Africa è il continente con la popolazione più giovane e che raddoppierà nei prossimi decenni e allo stesso tempo un’area del mondo inesplorata, con risorse inestimabili.

Tutto questo ci pone di fronte alla necessità di ricercare soluzioni positive. Infatti il Continente può
giocare un ruolo strategico essendo complementare con il nostro sistema economico.

L’Unione europea detiene ancora il primato per gli investimenti realizzati in Africa, ma la Cina è alle porte, ha avviato missioni internazionali e più che raddoppiato gli investimenti negli ultimi 5 anni, soprattutto nelle infrastrutture strategiche come ad esempio il Canale di Suez.

Le imprese italiane, anche le pmi, possono essere da esempio per uno sviluppo economico dell’Africa basato sull’impresa sostenibile. E4Impact forma da anni imprenditori in Africa che possono aiutare imprenditori italiani a avviare o consolidare la loro presenza imprenditoriale.

Quello siglato ieri tra Confindustria, E4Impact Foundation e San Patrignano con il sostegno di International Trade Centre, agenzia delle Nazioni Unite e del WTO per il commercio internazionale,
è un protocollo che propone una prima soluzione concreta. I partner si impegnano a collaborare in tre ambiti di attività per favorire l’imprenditorialità dei migranti in Italia e il rientro nei paesi d’origine sostenendo lo sviluppo di un tessuto imprenditoriale più forte, anche attraverso la formazione.

Il progetto si articola in tre ambiti di attività nei settori agrobusiness, energie rinnovabili, cosmetica, tessile e meccanica. Dal partenariato privato-privato per il co-sviluppo, con cui fornire un supporto all’imprenditorialità in Africa attraverso attività di mentoring da parte di imprese italiane che aiutino la crescita delle imprese locali e lo sviluppo di nuove attività di business. Passando per l’inclusione sociale, per realizzare percorsi di crescita professionale orientati a far maturare esperienze tecniche e manageriali ai migranti sostenendone anche il rientro nei Paesi di origine come imprenditori. Ma anche attraverso la finanza sociale, con l’obiettivo di promuovere l’emissione di green bond e social bond per l’Africa per finanziare investimenti che hanno come obiettivo la sostenibilità ambientale e l’impatto sociale.

I partner collaboreranno per realizzare, nel tempo, un grande piano di sostenibilità economica e sociale, ponte tra l’Italia e l’Africa.

Appuntamento con le prime storie di successo al Sustainable Economy Forum, che si terrà il 4 e 5 aprile del 2019 a San Patrignano.