L’omaggio di Carla Castaldo ad Andrè Gide per i 100 anni dell’Istituto francese di Napoli

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In foto Carla Castaldo

di Maria Carla Tartarone

Il 20 giugno al Grenoble è stato inaugurato un convegno che ricorderà ai francesi ed ai napoletani le fasi del lungo lavoro compiuto a Napoli dall’Istituto. Si intende altresì ricordare un personaggio molto rilevante, André Gide il famoso scrittore e poeta premio Nobel, che fu spesso presente a Napoli e al Grenoble in particolare con le sue conferenze, l’ultima, il 24 giugno del 1950, che intitolò “A Napoli…Riconoscenza all’Italia” pronunciata nel giardino del famoso Palazzo creato da Lamont Yung. Oggi vi si ricordano i 150 anni dalla nascita del tormentato poeta che amò l’Italia e Napoli. Per questo evento la scrittrice insegnante nell’Università Luigi Vanvitelli, Carmen Saggiomo ha scritto un libro su Gide e Carla Castaldo, nota artista in ambito internazionale, ispirandosi alla tormentata personalità del protagonista, ha creato un prezioso quadro in bassorilievo dal titolo “Reconnaissance à André Gide”, interpretando la biografia e i tormenti della vita del personaggio. Entrambe le opere sono state presentate il giorno inaugurale introdotto dal Console generale di Francia a Napoli Daniel Burin des Roziers.
Mi interessa qui riprendere alcuni episodi della biografia di Carla Castaldo: Recentemente per Fideuram per l’incontro“Arte & Consulenza Patrimoniale” a Palazzo Nunziante, abbiamo visto esposte alcune delle sue ultime opere più preziose create con lo stesso stile, di grande successo, riprese con dovizia di particolari da ben 42 immagini fotografiche di Bruno Aymone.
Conosco l’Artista dal 2013 quando era nella ricerca della esplicitazione del suo mondo d’artista, dei suoi colori, dei suoi soggetti cercati nella natura e nell’uomo. Ricerca che negli anni è sempre progredita manifestando nella preziosa tecnica acquisita sempre più il suo mondo spirituale fondato sull’Amore da cui è stata ispirata anche nell’interpretazione di Gide. Già dalle prime mostre, l’architetto Artista ha elaborato tra pittura e scultura, con ceramiche e poi maioliche e metallo dorato, opere nate dalle sue riflessioni sui miti di antichi popoli e della natura primordiale.
Dopo la mostra del 2016 a Napoli nelle Carceri di Castel dell’Ovo, “Per un Mediterraneo di Pace”, ispirata al suo sentimento di compassione per i prigionieri, creò la sua prima significativa “Partenope alata”, 90×100, in fogli di ottone modellati, ripetuta poi con altre tecniche, dalla ceramica alla porcellana dipinta a terzo fuoco. L’Artista continuò poi sempre a creare bassorilievi dagli smalti luccicanti e le pietre policrome accuratamente inserite, su base di maiolica o anche legno che rappresentassero il suo stato d’animo. Nel 2015 lo Storico dell’Arte Paolo Levi, seguendola con molto interesse, promosse la sua partecipazione alla Biennale di Venezia.
Desidero ricordare ancora come negli anni fu chiamata all’estero: fu a Baben Baden, Basilea, Berlino, Bruges, Dubai, Londra, New York, acquisendo numerosi premi internazionali ma anche italiani: gli ultimi a Mantova nel 2017 e a Milano nel 2018. Non ho citato le numerose mostre dell’Artista chiamata sempre in tutta Italia. Le ultime a Napoli sono state “L’Eden ritrovato” a Palazzo Venezia e “Oltre i Confini” nella Galleria Mapils in Palazzo Serra di Cassano. E’ dunque facile comprendere come l’artista sia stata chiamata a ricordare non solo un artista come André Gide, ma anche l’amore che da secoli è intercorso tra la Francia e Napoli dove un Istituto di cultura accoglie i napoletani fin da bambini che con la lingua imparano a espandersi verso il nord dell’Europa.