Sette premi internazionali per “Napoli Eden” di Annalaura di Luggo e Bruno Colella

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in foto, da sinistra: Bruno Colella, Annalaura di Luggo ed Eugenio Bennato

di Francesco Bellofatto

Annalaura di Luggo è un’artista che ama le sfide: dalla sua ultima avventura, quattro monumentali sculture in alluminio riciclato nei luoghi più significativi di Napoli come simbolo di rinascita e riscatto, parte un confronto con la città e con la sua stratificazione che diventa l’input del progetto artistico e cinematografico “Napoli Eden”, volto a sensibilizzare, attraverso il linguaggio dell’arte, sull’importanza della tutela dell’ambiente e sull’inclusione sociale.

Il docufilm “Napoli Eden”, ideato e prodotto dalla di Luggo per la sua Annydi, con la regia di Bruno Colella, arriva nelle sale il prossimo ottobre, dopo aver riscosso importanti riconoscimenti a festival internazionali quali Impact DOCS Awards California (Miglior Documentario e Miglior Impatto: Motivante/Ispiratore); Hollywood Gold Awards 2020 (Miglior documentario); L’Age d’Or International Arthouse Film Festival 2020 (Miglior documentario, Migliore attrice e Miglior regista); Venice Film Awards 2020 (Miglior documentario). Inoltre, “Napoli Eden” è attualmente nella selezione ufficiale del Social World Film Festival (Vico Equense), On Art Film Festival (Varsavia – Polonia),  The New Fest-True Stories (Los Angeles), The Scene Festival (Washington).

“Ho dedicato 4 opere in esposizione pubblica a Napoli – spiega Annalaura di Luggo – perché per me l’arte è comunicazione, integrazione, ha il dovere di svolgere una funzione sociale e socializzante, non può essere fine a sé stessa né elitaria. Se auspichiamo una crescita della società, credo dobbiamo portare l’arte ai cittadini: l’opera d’arte è per la collettività, e deve il più possibile essere aggregante. Dobbiamo coinvolgere anche i bambini che devono capirne il senso”.

Così, un colorato manipolo di ‘scugnizzi’ dei Quartieri Spagnoli si è trovato alle prese con uno stupefacente albero di alluminio, mentre alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, provenienti da tutto il mondo, hanno dato vita ad una sfilata di abiti metallici … Il tutto ideato e coordinato dalla lucida follia e dall’estro creativo di Annalaura, artefice di un’emozionante esperienza destinata a lasciare un segno!

Nel docufilm prestano la loro immagine, tra gli altri, il Soprintendente Luciano Garella, Francesco Gallo Mazzeo, Eugenio Bennato, Olindo Preziosi, Nino Frassica, il produttore di Hollywood Stanley Isaacs, Enzo Gragnaniello, e Patrizio Rispo. Con la di Luggo e Colella il cast tecnico di “Napoli Eden” vede l’apporto di professionisti quali Blasco Giurato (fotografia), Eugenio Bennato (musica), Mirco Garrone (montaggio) e la consulenza creativa di Stanley Isaacs.

“Per le mie opere luminose in alluminio riciclato – prosegue l’artista e ideatrice del progetto -, ho coinvolto proprio i ragazzi di strada, quelli dei Quartieri Spagnoli che per tradizione si appropriano del famoso albero della Galleria Umberto I per farne materiale per i loro riti e le loro tradizioni. E proprio in quella stessa Galleria è stato collocato un albero alternativo e scintillante che ho voluto creare con loro e di cui sono diventati custodi e difensori”.

“Con i ragazzi dei Quartieri Spagnoli – conclude Annalaura di Luggo – mi sono calata nel loro mondo e abbassando ogni barriera sono riuscita a coinvolgerli provocando in loro un cambiamento di ruolo: da distruttori ad artisti. I ragazzi sono stati coinvolti nell’utilizzo degli scarti, ne hanno preso coscienza cominciando con me a riconoscerli come frutto della raccolta differenziata”.